La CISL FP torna sulla gestione degli asili nido comunali di Taranto dopo il parere espresso dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato nell’ambito del procedimento relativo all’ipotesi di affidamento in house del servizio.
“Le osservazioni formulate dall’Antitrust confermano in larga parte le criticità già evidenziate nei mesi scorsi durante le assemblee e negli incontri istituzionali con Maria Lucia Simone, assessora alla Pubblica Istruzione”, spiegano in una nota Fabio Ligonzo, segretario aziendale CISL FP Comune di Taranto, e Aldo Gemma, segretario generale CISL FP Puglia.
“Da tempo sosteniamo che il ricorso all’in house non possa rappresentare una scelta automatica o meramente organizzativa – affermano Ligonzo e Gemma -. È necessaria una rigorosa istruttoria tecnico-economica e una dimostrazione concreta della convenienza rispetto alla gestione pubblica diretta”.
“Nel parere dell’AGCM viene richiamata la necessità di valutazioni comparative dettagliate, della verifica dell’efficienza economica e del rispetto dei principi di concorrenza, economicità e buon andamento amministrativo”, aggiungono i sindacalisti.
“Il Comune dispone già di personale educativo qualificato, strutture dedicate e professionalità consolidate, mentre eventuali modelli societari potrebbero comportare duplicazioni organizzative, aumento dei costi, frammentazione delle responsabilità e possibili contenziosi sul personale”, sottolineano Ligonzo e Gemma.
“Un ulteriore nodo riguarda il Catalogo telematico regionale dei servizi educativi – spiegano -. L’Autorità Antitrust evidenzia che una eventuale esclusione della società in house dovrebbe essere adeguatamente motivata, evitando discriminazioni tra operatori pubblici e privati”. Su questo fronte la CISL FP Puglia ha chiesto chiarimenti alla Regione Puglia in merito alla possibile iscrizione dei servizi educativi comunali di Taranto al Catalogo regionale.
“Il futuro degli asili nido comunali riguarda il modello pubblico dei servizi educativi, il diritto delle famiglie, la valorizzazione delle lavoratrici e dei lavoratori e la qualità dell’offerta educativa cittadina. Chiediamo maggiore trasparenza, partecipazione e confronto preventivo su ogni scelta relativa al sistema educativo comunale”, concludono Gemma e Ligonzo.

