Il Movimento 5 Stelle torna ad alzare il livello dello scontro politico sul futuro della Banca del Mezzogiorno – MedioCredito Centrale e della ex Banca Popolare di Bari, contestando duramente l’ipotesi di privatizzazione annunciata dal Governo. Nel corso di una conferenza stampa dedicata al futuro dell’istituto bancario, il vicepresidente del M5S e responsabile delle politiche economiche e fiscali, Mario Turco, ha parlato di un’operazione “priva di trasparenza, di una chiara visione industriale e di adeguate garanzie” per risparmiatori e lavoratori.
“Privatizzazione senza strategia industriale”
“Il rischio concreto è quello di assistere a uno smembramento della banca attraverso la cessione di sportelli e asset, con conseguenze pesanti per il sistema creditizio del Mezzogiorno – ha sottolineato Mario Turco, vicepresidente del M5S -. Non vogliamo che questa privatizzazione si trasformi in una mera operazione finanziaria frammentata, il Sud sta già pagando un prezzo altissimo in termini di presenza bancaria. “Per il M5S, il credito rappresenta una infrastruttura strategica per sostenere famiglie, imprese e sviluppo territoriale, soprattutto in un’area del Paese che soffre già fenomeni di desertificazione bancaria”.
La richiesta di chiarezza al Governo
Turco ha anche chiesto chiarimenti sull’utilizzo degli eventuali proventi derivanti dalla vendita della quota pubblica della banca. Tra le richieste avanzate dal Movimento c’è quella di destinare parte delle eventuali plusvalenze ai ristori per i risparmiatori danneggiati dal crack della ex Popolare di Bari. “Fermare questa privatizzazione confusa significa difendere non soltanto una banca, ma il diritto del Mezzogiorno ad avere strumenti finanziari coerenti con il proprio sviluppo economico e sociale”.
La Commissione parlamentare e il caso BdM
Nel corso dell’incontro è stato annunciato anche che giovedì 28 maggio, nell’ambito della Commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema bancario, verrà ascoltato il Procuratore Rossi. “Per il M5S si tratta di un passaggio fondamentale per chiarire responsabilità e prospettive future dell’istituto – ha aggiunto Turco -. Va ricordato che il Movimento ha già presentato emendamenti alla legge di Bilancio e interrogazioni parlamentari sul tema, a oggi ancora senza risposta”.
Dell’Olio: “Tradita la missione pubblica della banca”
Molto critico anche Gianmauro Dell’Olio, che ha parlato di un “tradimento nei confronti dei risparmiatori. Si tratta di una banca che doveva trasformarsi in una banca pubblica di investimenti, come previsto dal decreto legge 142 del 2019. La scelta del Governo di cedere la quota pubblica rischia di compromettere il ruolo strategico della banca per il rilancio del Sud Italia”.
Carelli: “Tutela prioritaria per i piccoli risparmiatori”
Sul tema è intervenuto anche il consigliere comunale Italo Carelli: “Ricordo l’approvazione unanime di una mozione in Consiglio comunale finalizzata a chiedere che eventuali plusvalenze derivanti dalla vendita vengano destinate ai ristori. In quell’occasione ho chiesto che le forme di tutela siano orientate soprattutto verso i piccoli risparmiatori, quelli più vulnerabili”.
La Ghezza: “Pronti a iniziative condivise”
Presente anche Maria La Ghezza, capogruppo regionale del M5S, che ha ribadito l’attenzione del Movimento sul tema pur riconoscendo l’assenza di competenze dirette della Regione. “Siamo pronti a raccogliere le istanze emerse e ad avviare un confronto in maggioranza per eventuali iniziative congiunte”, ha affermato.
Grasso: “Difendere i soggetti più deboli”
A chiudere gli interventi Nicola Grasso, assessore alla legalità del Comune di Bari, che ha richiamato l’articolo 47 della Costituzione sulla tutela del risparmio. “Dobbiamo fare in modo che sia il pubblico a correggere le storture del privato. Bisogna proteggere i soggetti più deboli e non lasciare soli i risparmiatori coinvolti nella vicenda della ex Popolare di Bari”.

