Si chiude con una mozione unitaria il Congresso nazionale dell’Associazione Nazionale Magistrati, che all’esito della consultazione referendaria rilancia il tema del rinnovamento interno della magistratura e della necessità di recuperare credibilità e fiducia nei confronti dei cittadini. Nel documento finale approvato dall’Assemblea generale, l’ANM riconosce infatti come il voto referendario abbia rappresentato un segnale politico e sociale che “non può rimanere inascoltato”, pur avendo confermato l’attuale assetto costituzionale della magistratura.
Nel testo emerge con forza la volontà di superare definitivamente le logiche correntizie e di appartenenza, indicando come priorità assoluta modelli fondati “sul merito e sulla trasparenza”.Tra i punti centrali della mozione vi è la richiesta di una maggiore trasparenza nel governo autonomo della magistratura e nel funzionamento del CSM, con criteri “stringenti, trasparenti e verificabili” per il conferimento degli incarichi direttivi.
L’ANM propone inoltre una netta cesura rispetto alla cosiddetta “carriera dirigenziale”, chiedendo il ritorno obbligatorio alle funzioni giurisdizionali prima della possibilità di concorrere a nuovi incarichi direttivi.Un passaggio importante riguarda anche il Codice Etico dell’associazione, con l’ipotesi di introdurre incompatibilità più rigide tra attività associativa e candidatura al Consiglio Superiore della Magistratura.
Ampio spazio viene dedicato anche al tema delle risorse e dei carichi di lavoro. L’Assemblea sottolinea la necessità di superare “la tensione alla produttività ad ogni costo”, chiedendo un nuovo equilibrio tra efficienza e qualità della giurisdizione.Nel documento si invocano investimenti strutturali, il potenziamento degli organici, la stabilizzazione dei funzionari dell’Ufficio per il Processo e maggiore attenzione agli uffici giudiziari più in difficoltà.
Non manca un focus sull’innovazione tecnologica e sull’intelligenza artificiale, con una dura presa di posizione sui malfunzionamenti degli applicativi ministeriali, definiti causa di rallentamenti e aggravio dei tempi della giustizia.L’ANM chiede quindi investimenti concreti per modernizzare software e infrastrutture tecnologiche delle aule giudiziarie.
Tra gli altri punti affrontati nella mozione figurano la parità di genere nell’accesso agli incarichi direttivi, il rafforzamento della comunicazione istituzionale verso i cittadini, il dialogo con scuole, università e società civile, oltre alla richiesta di misure urgenti contro il sovraffollamento carcerario.
L’Assemblea conclude infine chiedendo anche la definitiva eliminazione della decurtazione dello stipendio nei periodi di malattia per i magistrati, approvando il documento come indirizzo programmatico unitario per la futura azione associativa dell’ANM.

