Assisteranno al prosieguo delle indagini da un Istituto Penale minorile i quattro giovanissimi indagati per l’omicidio di Bakari Sako. Lo ha disposto il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale per i Minorenni di Taranto Paola Morelli all’esito delle udienze di convalida del fermo tenutesi nella mattinata di oggi.
Pur non convalidando il fermo nei confronti dei quattro minori per l’assenza del requisito del pericolo di fuga, il GIP ha accolto la richiesta di collocamento in un IPM avanzata dal Pubblico Ministero. Secondo il Magistrato, infatti, sussisterebbero gravi indizi di colpevolezza “confermati dalle dichiarazioni spontanee rese” in sede di interrogatorio.
È stata esclusa, tuttavia, l’aggravante dei futili motivi nei confronti dei quattro minori, assistiti dagli avvocati Salvatore Maggio, Andrea Maggio, Pasquale Blasi e Fabio Falco. Se confermata, avrebbe potuto comportare il massimo della pena in un’eventuale sede processuale e sarebbe stata ostativa per l’istaurazione del rito abbreviato per i due maggiorenni coinvolti nell’indagine.
Per il GIP, invece, sussisterebbe un dolo omicidiario desumibile dal grado di intenzionalità dell’azione del gruppo, dalla modalità di avvio dell’intimidazione, dai mezzi usati e dal comportamento degli indagati dopo il delitto. Il Magistrato non esclude inoltre che il coltello ritrovato possa non corrispondere a quello utilizzato nell’aggressione ma “a qualcosa di simile”. Le esigenze cautelari, si legge negli atti, sarebbero dettate dalle modalità e dalle circostanze del fatto, connotato da dinamiche “tipiche del branco”, oltre che dal “disprezzo per una condizione umana di arrendevolezza e di sgomento”. Per tali ragioni, il GIP ha disposto la custodia cautelare in un IPM per i quattro minorenni.

