FOGGIA – “L’Hantavirus è un virus che noi conosciamo dagli anni 50, da tantissimi anni, quindi ampiamente studiato. Conosciamo tutto, non ci troviamo nelle condizioni del Covid, perché quello era un virus nuovo e ci siamo trovati in serie difficoltà. Ora io mi sento veramente di escludere qualsiasi tipo di problema, soprattutto per quanto riguarda l’Italia e l’Europa”. Lo ha detto Antonio Fasanella, direttore generale dell’Istituto zooprofilattico sperimentale di Puglia e Basilicata, rispondendo questa mattina a una domanda dei giornalisti sull’Hantavirus, in occasione di una visita da parte delle autorità civili e militari della provincia di Foggia.
“Gli Hantavirus – ha spiegato – non hanno un solo ceppo ma diversi, ma questo ceppo Andes, che hanno trovato sulla crociera che ha origine in Cile ed Argentina, è l’unico che si può trasmettere da persona a persona ma con un contatto continuo, prolungato. Non è come il Covid che bastava che un malato facesse uno starnuto per infettare una sala di persone. State tranquilli, dunque, perchè l’unica maniera per poter contrarre l’Hantavirus è che uno deve entrare in un casolare infestato da topi e deve inspirare le particelle di feci essiccate di questi topi che a loro volta devono essere topi che devono avere il virus”. “E il contagio intraumano è davvero difficile – ha sottolineato -. Questo ceppo Andes lo conosciamo perchè in qualche maniera sono stati segnalati casi di contagio interumano. I primi due morti erano, infatti, marito e moglie per intenderci”.
“Questo nuovo virus – ha proseguito Fasanella – sta a significare che l’80% delle malattie infettive nell’uomo ha origini animali, come è stato per l’antrace (antrace animale perché dagli animali si trasmette) e come è stato per il Covid. Io sono molto tranquillo”. “L’istituto zooprofilattico – ha aggiunto – è centro di referenza nazionale per l’antrace che è un agente a potenziale uso bioterroristico. La Commissione europea da diversi anni finanzia un progetto, tra tutti i laboratori a livello europeo, che lavora su agenti altamente patogeni. Sono due i settori di questi laboratori. Uno che riguarda gli agenti batterici, e noi siamo inseriti in quello, perchè centro di referenza per l’antrace, dove facciamo una serie di ring test a livello europeo per individuare nelle matrici che loro ci mandano la presenza o meno di batteri altamente patogeni per l’uomo. E l’altro settore è quello che riguarda i virus”.

