BRINDISI – La caduta di Angelo Pomes, gli errori del Pd nelle strategie provinciali e lo scenario post amministrative prima di individuare il nuovo presidente della provincia di Brindisi.
Ad Elio Ciccarese, presidente facente funzioni della Provincia di Brindisi, non sarà parso vero. Da sindaco del comune più piccolo a guida dell’Ente di via De Leo il passo è stato breve, brevissimo. Almeno quanto lo sfortunato regno di Angelo Pomes che, in un colpo solo, ha perso tanto la fascia tricolore di Ostuni quanto quella azzurra indossata per un mese e poco più.
Né basteranno le parole forti in odor di imboscata pronunciate dell’architetto ostunese a mascherare gli errori commessi dal Partito democratico e, più in generale, dall’area progressista messapica nella valutazione di una candidatura tanto affascinante quanto politicamente debole, imposta nel tentativo di non intaccare in modo alcuno gli equilibri di potere e del potere del presidente del consiglio regionale Toni Matarrelli.
Il peso e la presenza assidua dell’ex sindaco di Mesagne nelle dinamiche che incoronarono Pomes è stata talmente incisiva dall’essere indivisibile nell’analisi, oggi come ieri, tanto della vittoria quanto della sconfitta. Se di sconfitta, poi, si potrà parlare tra meno di un mese, quando le elezioni Comunali daranno nuovi stimoli, nuovi equilibri. E chissà che dalle amministrative, guardando sempre nel proprio orticello, non esca fuori anche un nuovo presidente provinciale giovane, longevo e tanto vicino.
Quasi che a quella fascia, azzurra e bistrattata, sia davvero impossibile dire addio.

