La posizione del partito dopo che il consiglio comunale ha respinto la mozione che proponeva l’adesione del Comune a una Società di Trasformazione Urbana
La proposta di adesione a una Società di Trasformazione Urbana per la rigenerazione della Città Vecchia Taranto è stata respinta dal Consiglio Comunale Taranto, aprendo un confronto politico sul futuro degli strumenti urbanistici a disposizione della città.
“Uno strumento da non sprecare”. È la posizione dal Partito Socialista Italiano Regione Puglia, che manifesta rammarico per la decisione e invita “ad avviare un dibattito approfondito sulle potenzialità della STU”.
“Le Società di Trasformazione Urbana trovano fondamento nell’articolo 120 del Testo Unico degli Enti Locali e sono configurate come società per azioni a partecipazione mista pubblico-privata – si legge nella nota del PSI -. Questo modello consente ai Comuni di progettare e realizzare interventi di trasformazione urbana coinvolgendo capitali privati, mantenendo al contempo indirizzo e controllo pubblico”
“La STU rappresenta uno strumento in grado di integrare risorse e competenze, evitando il ricorso esclusivo al bilancio comunale e favorendo una gestione coordinata degli interventi – continua il PSI -. Il meccanismo prevede il coinvolgimento di soggetti selezionati attraverso procedure pubbliche e la possibilità di conferire immobili e aree”.
“La Città Vecchia Taranto è un contesto particolarmente complesso, caratterizzato da spopolamento, deterioramento del patrimonio edilizio e vincoli di diversa natura – evidenzia il PSI -. Tali elementi rendono necessario un approccio integrato che coinvolga enti come la Regione Puglia, l’Autorità di Sistema Portuale e l’Agenzia del Demanio, oltre a operatori privati”.
“Le perplessità sono legittime ma confutabili nel merito – sottolinea il partito -. I timori legati alla gestione e al ruolo dei privati possono essere affrontati attraverso una governance pubblica chiara e una pianificazione coerente, anche in relazione al processo di revisione del PUG in corso”.
Il PSI propone l’avvio di un percorso di approfondimento tecnico e politico, con la realizzazione di uno studio di fattibilità specifico che coinvolga l’Università degli Studi di Bari, il Politecnico di Bari e le professionalità locali.
“La STU permette una trasformazione guidata dal pubblico, finanziata con capitali misti. L’obiettivo è sviluppare una rigenerazione urbana che coniughi tutela del patrimonio, qualità insediativa e nuove opportunità per la comunità, mantenendo centrale il ruolo dell’interesse pubblico”, conclude il PSI.

