Basilicata: la Regione vanta crediti sull’acqua per circa 150 milioni di euro

Scritto il 24/04/2026
da Giuseppe Cutro

governatori di Basilicata e Puglia, Bardi e Decaro in video conferenza hanno partecipato al comitato di coordinamento dell’Accordo di Programma tra lo Stato e le due Regioni sulla Gestione della risorsa idrica. Sono state aggiornate le tariffe e definiti i crediti maturati, la Basilicata vanta circa 150 milioni

Si intensificano gli incontri tra Vito Bardi e Antonio Decaro per condividere le nuove strategie e ridefinire la collaborazione nella gestione della risorsa idrica. I due governatori hanno partecipato, in videoconferenza, alla riunione del Comitato di Coordinamento dell’Accordo di Programma tra Stato, Basilicata e Puglia. All’incontro ha preso parte il Ministro per gli Affari Europei, il PNRR e le Politiche di Coesione, On. Tommaso Foti.

Durante la riunione, il Comitato ha approvato l’aggiornamento della tariffa dell’acqua all’ingrosso (ERC) per gli anni 2016-2025, rivalutata in base agli indici Istat. È stata inoltre effettuata la presa d’atto dei consuntivi volumetrici delle erogazioni dagli invasi di Monte Cotugno e Pertusillo. Sulla base dei nuovi canoni sono stati definiti i crediti maturati dalla Regione Basilicata nei confronti dei principali soggetti utilizzatori che ammontano a circa 150 milioni di euro.

Nel dettaglio il debito di Acquedotto Pugliese è stato fissato in circa 52,5 milioni di euro, mentre per Acciaierie d’Italia il credito risulta di 49,4 milioni e per Acquedotto Lucano di 35,3 milioni. Altri 11,1 milioni riguardano il Consorzio di Bonifica della Calabria. Per quanto riguarda Acquedotto Pugliese, in particolare, è stato concordato un piano di rateizzazione quinquennale per il debito relativo al triennio 2023-2025, con pagamenti trimestrali a partire dal 30 giugno 2026.

“La gestione dell’acqua è una responsabilità comune che richiede un impegno particolare da parte dei territori che, come la Basilicata, custodiscono e mettono a disposizione questa risorsa vitale per l’intero Mezzogiorno,” ha detto Bardi a margine della seduta, sottolineando infine la necessità di una revisione complessiva dell’Accordo di Programma, risalente nel suo impianto originario al 1999.