“Esprimo preoccupazione per il futuro di Kyma Ambiente Taranto e per l’intero sistema di gestione dei rifiuti ionico”. È così che Renato Perrini, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, commenta la situazione dell’azienda, evidenziando quanto emerso nel corso della Commissione Ambiente. “Parliamo di un’azienda il cui destino è cruciale non solo per Taranto, ma per l’equilibrio dell’intero sistema regionale dei rifiuti”. Perrini sottolinea un quadro di “estrema precarietà e confusione gestionale, tecnica e operativa”.
L’attenzione viene posta anche sulle condizioni dei lavoratori. “È inaccettabile il clima di incertezza che vivono i lavoratori” e richiama la situazione dell’impianto “fermo dal 2013, con un valore stimato di 40 milioni di euro e il rischio di perdere il titolo autorizzativo”.
“Siamo di fronte al fallimento di vent’anni di politiche regionali e comunali che non hanno saputo chiudere il ciclo dei rifiuti. Tutto questo si riverbera sul costo della Tari e il conferimento in discarica, con spese annue superiori ai 20 milioni di euro”.
Perrini chiede chiarezza sul piano regionale dei rifiuti e sulle manifestazioni di interesse relative al revamping del termovalorizzatore. “Serve un piano industriale serio e una volontà politica chiara”, avanzando la richiesta che Decaro, Ciliento e Bitetti riferiscano in Commissione.
Sulla stessa linea Giampaolo Vietri, che sottolinea l’assenza di risposte concrete dopo l’audizione in Commissione Ambiente. “Non sono state ancora delineate azioni concrete. La situazione richiede interventi immediati perché appare estremamente critica: si tratta di una società che non dispone più di adeguate risorse finanziarie”. Vietri fa riferimento ai dati economici, con un bilancio in passivo e un’esposizione debitoria pari a 40 milioni di euro. “È indispensabile agire nel più breve tempo possibile per rilanciare gli impianti e garantire prospettive occupazionaliper assicurare continuità operativa e qualità del servizio nella città di Taranto”.

