Ritardi nelle trattative e costi in aumento: il comparto del pomodoro da industria in Puglia vive una fase di forte incertezza. A denunciarlo è la Cia Puglia, che parla di una situazione di stallo che rischia di penalizzare pesantemente gli agricoltori proprio nel momento cruciale della stagione.
Prezzo ancora bloccato al Sud
Mentre nel Nord Italia l’accordo quadro è stato già definito a marzo, con un prezzo fissato a 137 euro a tonnellata, al Centro-Sud, quindi anche in Puglia, manca ancora un’intesa tra parte agricola e industria. Un ritardo che pesa soprattutto sulla provincia di Foggia, cuore della produzione regionale con il 90% del totale pugliese e circa il 35% di quello nazionale. Ma le criticità riguardano anche Brindisi, Taranto, Lecce e la Bat.
Incertezza e costi in crescita
Secondo gli agricoltori, l’assenza di un prezzo di riferimento rende impossibile programmare le attività. Le operazioni di trapianto sono già iniziate, ma senza certezze economiche. A pesare sono soprattutto i costi di produzione: acqua più cara, carburante e concimi in aumento, oltre alle limitazioni imposte dal Consorzio di Bonifica della Capitanata sulla disponibilità idrica per ettaro.
Niente siccità, ma margini ridotti
Dopo il 2025 segnato dalla siccità e dal calo produttivo, quest’anno la disponibilità d’acqua non rappresenta un problema. Tuttavia, l’aumento generalizzato dei costi rischia di erodere ulteriormente i margini. Inoltre, le proposte dell’industria per il 2026 sembrano orientate al ribasso, seguendo il modello del Nord, dove però i costi di produzione risultano più contenuti.
Il nodo dei costi più alti al Sud
La Cia sottolinea una forte disparità tra Nord e Sud certificata anche da studi ufficiali. Nel Mezzogiorno, infatti, i costi sono sensibilmente più elevati: sementi e piantine fino al +48%, agrofarmaci +59%, risorse idriche +71%. Anche il costo delle macchine e del lavoro risulta più alto, rispettivamente per il maggiore ricorso al contoterzismo e per il fabbisogno di manodopera.
Appello a un accordo rapido
Le organizzazioni agricole chiedono di superare rapidamente lo stallo e arrivare a un’intesa che garantisca una giusta redditività ai produttori. Senza un prezzo chiaro, spiegano, gli agricoltori si trovano a sostenere tutti i rischi, dai cambiamenti climatici alla carenza di manodopera, senza alcuna certezza economica. Un quadro che, se non risolto in tempi brevi, potrebbe compromettere l’intera stagione produttiva

