Tatuaggio Poli Bortone, Scanzi: “Condoglianze a Lecce, complimenti a chi l’ha votata”

Scritto il 19/04/2026
da Maria Teresa Carrozzo

Da episodio locale a caso nazionale. Il gesto attribuito alla sindaca Adriana Poli Bortone – il tatuaggio con la scritta “MSI” realizzato durante il Lecce Tattoo Fest – supera i confini cittadini e finisce sotto i riflettori della stampa nazionale.

A rilanciare la notizia è L’Espresso, che ricostruisce l’episodio parlando di un tatuaggio esibito al polso destro e poi diffuso sui social, con alcuni contenuti successivamente rimossi. Un riferimento diretto al Movimento Sociale Italiano, formazione della destra post-fascista di cui la stessa Poli Bortone è stata figura di primo piano.

La vicenda accende immediatamente il dibattito politico e mediatico, soprattutto alla vigilia della Festa della Liberazione.

Sui social si moltiplicano le reazioni. Tra le più dure, quella del giornalista Andrea Scanzi, che liquida il caso con un commento tagliente: “Condoglianze a Lecce”, espressione che diventa in poche ore virale e simbolo della polemica.

Il gesto viene rivendicato, invece, da ambienti vicini alla destra: Gioventù Nazionale parla di “segno di una storia” portata con orgoglio, trasformando la vicenda in uno scontro politico identitario.

Nel mezzo, la città. Lecce si ritrova al centro di un confronto che intreccia memoria storica, appartenenza politica e ruolo istituzionale, con una domanda che resta sullo sfondo: fino a che punto un gesto personale può diventare questione pubblica quando riguarda chi rappresenta un’intera comunità?

La polemica, intanto, cresce. E il caso Poli Bortone si conferma, ormai, ben oltre i confini locali.