Gagliano, furbetti del cartellino in Asl: chiesti due anni di reclusione

Scritto il 16/04/2026
da Gloria Roselli

Timbravano il cartellino per poi allontanarsi dal posto di lavoro e farvi ritorno poco prima della fine del turno: a ritrovarsi nei guai due dipendenti del distretto sanitario Asl di Gagliano del Capo, un uomo di 62 anni del posto e una 57enne di Casarano.

Per i presunti “furbetti del cartellino”, il pubblico ministero Donatina Buffelli ha invocato una condanna di due anni di reclusione. Questo il conto presentato dalla Procura di Lecce nei riguardi della coppia di colleghi: lui, un collaboratore amministrativo professionale esperto, difeso dall’avvocato Luigi Covella, lei, una coordinatrice infermieristica, a sua volta difesa dai legali Alberto e Luigi Corvaglia. Il prossimo 20 maggio è attesa la sentenza della giudice monocratica Elena Coppola.

L’inchiesta, nella quale complessivamente erano coinvolti altri 12 dipendenti, affonda le sue radici in un’articolata attività investigativa condotta dai militari del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità (NAS) dei Carabinieri di Lecce tra il 2021 e il 2022. Per dieci mesi, gli uomini dell’Arma hanno monitorato il distretto sanitario attraverso pedinamenti, osservazioni dirette e l’ausilio di telecamere nascoste posizionate in prossimità dei dispositivi di marcatura dei badge.

Secondo l’impianto accusatorio, i due imputati avrebbero sistematicamente eluso i controlli sulle presenze. Il meccanismo ipotizzato dagli inquirenti è quello tristemente noto delle “strisciate” irregolari: dipendenti che risultavano regolarmente in ufficio ma che, in realtà, si sarebbero dedicati a faccende private, allontanandosi dal posto di lavoro senza alcuna autorizzazione. L’accusa è quella di truffa aggravata ai danni del Servizio sanitario nazionale e false attestazioni in servizio.