Foggia, trasporto pubblico a rischio: sindacati contro Comune su caso ATAF

Scritto il 16/04/2026
da Antonella D'Avola

È un vero e proprio allarme quello lanciato da Faisa Cisal e Filt Cgil al termine dell’incontro svoltosi nella mattinata di giovedì 16 aprile a Palazzo Dogana tra la Provincia di Foggia e le rappresentanze sindacali. Al centro della vertenza, il futuro dell’azienda di trasporto urbano ATAF, oggi appeso a ritardi amministrativi ritenuti “gravissimi”.

I segretari provinciali e aziendali Vincenzo Delli Carri e Antonio Tuand per Faisa Cisal, insieme a Fabio Lapalorcia e Alessandro Noceti per Filt Cgil, hanno espresso apprezzamento per la trasparenza del dirigente provinciale Luciano Follieri, ma allo stesso tempo hanno puntato il dito contro il Comune di Foggia, accusato di immobilismo.

Secondo quanto emerso durante il confronto, “Palazzo di Città non avrebbe ancora prodotto né notificato gli atti necessari per l’affidamento in-house dell’azienda – si legge in una nota dei sindacati -. Una situazione che non sarebbe dovuta a ostacoli oggettivi, ma a una paralisi politico-amministrativa che rischia di avere pesanti conseguenze”.

”La gestione in-house è l’unico strumento in grado di garantire la tutela dei livelli occupazionali e salariali. Il ritardo nell’iter, pertanto, viene considerato un rischio concreto sia per il futuro dei lavoratori sia per la continuità del servizio pubblico”, aggiungono.

Di fronte a questo scenario, Faisa Cisal e Filt Cgil hanno deciso di alzare il livello dello scontro, inviando una richiesta di convocazione urgente alla sindaca Episcopo, all’assessore alle Partecipate e al prefetto di Foggia, chiedendo l’apertura immediata di un tavolo di coordinamento.

I sindacati chiedono un intervento diretto e tempestivo da parte dell’amministrazione comunale, sottolineando come non sia più accettabile che ritardi e tensioni interne alla macchina amministrativa possano ricadere sui lavoratori e su un servizio essenziale per la città. “È arrivato il momento che qualcuno si assuma le proprie responsabilità”, ribadiscono le sigle, pronte a proseguire la mobilitazione per difendere azienda e diritti acquisiti