Matera, verso la candidatura di capitale volontariato del 2028

Scritto il 14/04/2026
da Roberto Chito

Se nell’anno 2026, Matera, sarà capitale mediterranea della cultura e del dialogo si sta già lavorando ad un prossimo obiettivo: candidare la Città dei Sassi a capitale italiana del volontariato tra due anni. In questo modo, nella seduta dello scorso 13 aprile, il consiglio comunale di Matera ha già approvato all’unanimità l’iniziativa.

La data del 2028, con la scadenza dei termini fissati per il prossimo 30 marzo 2027, è scelta scelta per poter garantire un percorso di progettazione ampio, solido e partecipato. L’obiettivo della candidatura, ovviamente, è quello di creare un ponte con il percorso che la Città dei Sassi tra attraverso in questo 2026. L’obiettivo, è quello di trasformare i grandi eventi e i volontari di Matera 2019, oltre tutto il mondo associativo e no-profit materano in un modello di “legacy” di azione sociale concreta.

“Esprimo profonda soddisfazione per questo voto unanime e ringrazio sinceramente i colleghi consiglieri che hanno sottoscritto la proposta e l’intero consiglio comunale per averne alla fine compreso il valore strategico per la nostra comunità. Matera non è solo bellezza architettonica, ma è soprattutto una comunità che si prende cura di sé stessa, un valore che dai Sassi e dal concetto di “vicinato” giunge fino alle moderne e professionali realtà del nostro terzo settore”, afferma il consigliere comunale Domenico Bennardi, promotore dell’iniziativa.

Dal via libera ricevuto in consiglio comunale ai prossimi passi: “L’impegno approvato prevede passaggi chiari: bisogna avviare immediatamente un tavolo permanente di co-progettazione con il centro servizio volontariato della Basilicata e con tutte le associazioni e sigle del volontariato e del terzo settore locale. Vogliamo che il dossier di candidatura sia un progetto partecipato, che metta a sistema l’altissima professionalità delle nostre associazioni nei campi della Protezione Civile, del socio-assistenziale e della cultura”, conclude Bennardi.