Foggia, omicidio Dino Carta: si indaga anche su possibile vendetta trasversale

Scritto il 14/04/2026
da Antonella D'Avola

Potrebbe esserci una vendetta trasversale all’origine dell’agguato mortale costato la vita a Dino Carta, il personal trainer 42enne ucciso a colpi di pistola nella serata di lunedì a Foggia. È una delle ipotesi che gli investigatori stanno valutando nelle ore successive al delitto, maturato in circostanze che restano ancora avvolte nel mistero.

L’uomo, all’anagrafe Annibale Carta, è stato freddato mentre portava a spasso il cane a pochi metri dalla sua abitazione, in via Caracciolo, nei pressi dello stadio Zaccheria. Il killer, con il volto coperto, avrebbe esploso almeno quattro colpi di pistola alle spalle, per poi fuggire, forse a bordo di una bicicletta.

La dinamica dell’azione – rapida, precisa e apparentemente premeditata – fa pensare a una vera e propria esecuzione. Un elemento che contrasta però con il profilo della vittima: Carta era incensurato, molto conosciuto in città per la sua attività di personal trainer e per l’impegno nel volontariato parrocchiale.

Proprio questa apparente assenza di legami con ambienti criminali rende più complesso il lavoro degli inquirenti. Tra le piste al vaglio, oltre a quella personale e lavorativa, prende corpo anche l’ipotesi di una vendetta trasversale: un regolamento di conti indirizzato non direttamente alla vittima, ma a qualcuno a lui vicino.

Al momento non emergono elementi concreti che colleghino l’omicidio a contesti di criminalità organizzata, né risultano minacce o precedenti a carico dell’uomo. Tuttavia, gli investigatori stanno passando al setaccio le relazioni personali, le frequentazioni e gli ultimi contatti telefonici della vittima, nella speranza di individuare un possibile movente.

Nel frattempo, la città resta sotto shock per un delitto che colpisce una figura descritta da tutti come tranquilla e dedita alla famiglia. Lascia la moglie e due figlie, una delle quali di pochi mesi.

Le indagini proseguono nel massimo riserbo: nelle prossime ore potrebbero arrivare sviluppi decisivi per chiarire se dietro l’agguato si nasconda davvero un messaggio indirizzato ad altri.

Sul caso è intervenuto il procuratore capo della Repubblica di Foggia, Enrico Infante, che ha dichiarato:

“L’omicidio di cui ci occupiamo desta sconcerto e massima preoccupazione. Ogni vita merita il massimo rispetto e la nostra azione è volta a perseguire gli autori del reato. È ancora più sconcertante quando, in prima battuta, non si riesce a comprendere la dinamica di un delitto ai danni di una persona che, a detta di tutti, ha una vita specchiata ed è descritta come una persona perbene. Forte è la preoccupazione, ma gli investigatori e i magistrati della Procura assicurano il massimo impegno per assicurare alla giustizia il colpevole”.