Poco dopo la decisione da parte del giudice sportivo di chiudere la finale di ritorno Soccer Trani-Squinzano a porte chiuse, il presidente dei padroni di casa Luciano Pace e il vicepresidente Ignazio Di Lauro sono intervenuti in conferenza stampa per commentare la decisione. Queste le loro parole:
Le parole del presidente Pace
Come già fatto domenica sera, condanniamo fermamente quanto accaduto a Squinzano: atti vili e irresponsabili, che non rappresentano in alcun modo i valori del nostro club. Non intendiamo entrare nel merito dell’organizzazione dell’evento, perché rischierebbe di apparire come un tentativo di distogliere l’attenzione dal punto centrale: ogni forma di violenza va condannata senza esitazioni.
Ribadiamo che i fatti sono gravissimi, pur precisando che la nostra ricostruzione potrebbe essere parziale e che non spetta a noi stabilire chi abbia agito o reagito. Tuttavia, riteniamo la sanzione eccessivamente punitiva: la nostra è una società composta da volontari che dedicano tempo e passione, e proprio per tutelare le persone per bene abbiamo deciso di presentare ricorso, affidandoci all’avvocato Grassani del foro di Bologna.
Abbiamo sempre collaborato con le forze dell’ordine, seguendone le indicazioni e investendo molto in sicurezza. Per questo riteniamo paradossale che Trani debba disputare una finale tanto attesa a porte chiuse. Faremo tutto il possibile per consentire al pubblico di assistere alla gara: lo stadio Lapi garantisce condizioni di massima sicurezza e confidiamo che la giustizia sportiva possa esprimersi in tempi rapidi.
Giocare senza pubblico significa non dare fiducia né ai protocolli di sicurezza né alla parte sana della tifoseria. Questa stagione ha dimostrato quali siano i nostri valori, ed è molto triste non poter condividere questo momento con la nostra gente. Il calcio non è solo ciò che è accaduto a Squinzano: è anche partecipazione, passione e comunità.
I fatti si sono verificati al termine della partita, quando gran parte del pubblico era già fuori dallo stadio: generalizzare è sbagliato. Si tratta di episodi isolati e non è giusto che a pagarne le conseguenze sia un’intera città. Siamo certi che le forze dell’ordine stiano lavorando per individuare i responsabili, ed è giusto che siano loro a essere puniti, non tutti.
Nel corso della stagione i tifosi del Trani si sono sempre distinti per correttezza e sportività. Questa decisione rischia di allontanare le persone per bene dal calcio. Noi crediamo che il calcio debba servire a rendere felici le persone, non a penalizzarle.
Siamo profondamente dispiaciuti e rammaricati. Durante i novanta minuti ci sono state tensioni in campo, ma al termine della gara la situazione era tornata alla normalità.
Le parole del vice presidente Di Lauro
C’è tanto rammarico, perché noi, come dirigenti e imprenditori, abbiamo avviato un percorso con l’obiettivo di rendere felici le persone. Vivere una finale in casa, con entusiasmo, era uno dei nostri traguardi. Pensare che tutto questo possa svanire in un attimo ci demoralizza, soprattutto perché abbiamo investito molto per essere un modello in termini di sicurezza: in questi mesi abbiamo fatto tutto il possibile e vedere questo provvedimento fa male.
Ci stiamo già muovendo per presentare ricorso e siamo fiduciosi di poter trovare una soluzione. Questa decisione penalizza la società non solo dal punto di vista economico, ma anche dell’immagine, e questo ci rattrista profondamente.
A mio avviso, alla base degli incidenti c’è stata anche una certa disorganizzazione. Cercare ora responsabilità precise rischia di essere poco utile: quello che probabilmente era nato come un insulto è poi degenerato al termine della partita.

