FOGGIA – Da oltre un anno il Parco regionale dell’Incoronata è praticamente irraggiungibile per pedoni e ciclisti a causa della chiusura di via Ordona, strada di grande interesse turistico e culturale che ripercorre gli antichi tratturi Foggia-Ordona-Lavello e San Lorenzo. Il ponte sul torrente Cervaro, punto nevralgico del percorso, è interdetto per motivi di sicurezza e protetto con reti e blocchi di cemento, impedendo qualsiasi attraversamento. Secondo quanto riferito dal Comune di Foggia, “il ponte presenta rischi tali da vietarne il passaggio non solo ai veicoli, ma anche a pedoni, pellegrini e ciclisti”, causando disagi diffusi per chi frequenta il parco.
La chiusura ha subito effetti immediati: le tradizionali ciclopasseggiate organizzate dall’associazione FIAB Cicloamici Foggia, appuntamento consolidato e molto partecipato, quest’anno non potranno svolgersi. Via Ordona rappresentava infatti l’unico collegamento a bassa intensità di traffico per raggiungere il bosco in sicurezza. Come spiega Fulvio Di Giuseppe, presidente FIAB Cicloamici Foggia, “Numerosi ciclisti, soprattutto nei fine settimana, percorrevano autonomamente via Ordona per raggiungere il bosco. Questo itinerario non è solo un punto di riferimento locale, ma anche un collegamento strategico per cicloviaggiatori che lungo la via Appia Traiana, provenienti da Roma e Benevento, si dirigono verso i porti di Bari o Brindisi per proseguire verso Grecia e Oriente”.
Le alternative disponibili risultano poco sicure: la strada statale per Cerignola non dispone di complanari nel tratto di attraversamento del Cervaro, mentre la provinciale per Ascoli è trafficata e comporta un allungamento significativo del percorso, scoraggiando la partecipazione dei meno allenati. Per questo motivo, l’associazione chiede interventi urgenti, a partire da una verifica tecnica del ponte per valutare la possibilità di consentire almeno il passaggio in sicurezza di pedoni e ciclisti, oltre alla realizzazione di una passerella provvisoria durante eventuali lavori.
Se la riapertura non fosse possibile, FIAB Cicloamici propone soluzioni alternative, come il trasporto di biciclette sugli autobus ATAF o il potenziamento del servizio ferroviario verso la zona industriale Incoronata, con convogli adeguati e orari programmati. “È fondamentale non vanificare anni di promozione del Parco dell’Incoronata attraverso iniziative di mobilità dolce”, conclude Di Giuseppe, sottolineando la necessità di interventi concreti da parte dell’Amministrazione comunale

