È stata presentata ufficialmente la cooperativa Locals Taranto, un progetto che nasce dall’esperienza di giovani attivi già circa quindici anni fa in realtà come Ammazza che piazza e Officine Tarantine.
“Non è una reazione di rabbia, ma un’energia di rinascita”. Questo il messaggio emerso durante l’incontro, che ha registrato una partecipazione attenta e coinvolta, segnale di un interesse diffuso verso nuove prospettive per la città.
L’iniziativa prende forma a partire da un’analisi del contesto socio-economico di Taranto, caratterizzato negli ultimi decenni da fenomeni come lo spopolamento, la partenza di giovani e un modello economico ritenuto non più sostenibile. In questo scenario, la cooperativa si propone come strumento per avviare un percorso centrato su persone, relazioni e territorio.
Il progetto si basa sulla trasformazione della cosiddetta desertificazione sociale in nuove opportunità. L’idea è quella di intervenire attraverso l’acquisto, la riqualificazione e la gestione condivisa di immobili a basso costo, con l’obiettivo di generare lavoro, attrarre nuovi residenti e costruire una rete collaborativa capace di produrre valore nel tempo.
Tra i traguardi già indicati per il 2026 rientra l’acquisizione e la ristrutturazione di un primo immobile, destinato a rappresentare il punto di avvio del percorso. Lo statuto della cooperativa prevede inoltre un modello partecipato, in cui saranno i soci a individuare e sviluppare le iniziative future in base ai bisogni della comunità.
La struttura organizzativa si fonda su principi di mutualità, equità e partecipazione alle decisioni, coinvolgendo cittadini pronti a contribuire con competenze e idee. Il progetto si sviluppa su un arco temporale di dieci anni, articolato in fasi che comprendono adesione, gestione e ampliamento del patrimonio condiviso.
La cooperativa si rivolge a una fascia ampia di popolazione, in particolare tra i 18 e i 50 anni, includendo anche chi vive fuori città ma intende partecipare al percorso. L’incontro si è concluso con un invito alla partecipazione e alla condivisione, indicando nella costruzione collettiva la prospettiva delineata per il futuro di Taranto.

