Polimedica e UIL FPL, in collaborazione con il Sindaco di Melfi, hanno intensificato le loro azioni nei confronti della Prefettura di Potenza. Oggi, hanno inviato due PEC distinte, richiedendo con urgenza la riconvocazione del tavolo prefettizio, inizialmente programmato per il 3 marzo. L’ASP Basilicata non ha ancora convocato l’incontro tecnico previsto, il quale avrebbe dovuto svolgersi entro il 10 marzo.
Questa situazione ha sollevato preoccupazioni significative riguardo al rispetto degli impegni istituzionali. Nella PEC congiunta, Polimedica e UIL FPL sottolineano che è inaccettabile ignorare quanto concordato in una sede governativa. Si richiede pertanto una nuova convocazione del tavolo, per discutere le problematiche in sospeso.
Il Sindaco di Melfi ha anche inviato una nota formale alla Prefettura, evidenziando l’urgenza della situazione. Ha specificato che il passaggio tecnico concordato non è stato ancora formalizzato e che questo ritardo compromette non solo i diritti dei lavoratori, ma anche la continuità delle prestazioni sanitarie ai cittadini.
Il 24 marzo, il Comitato di medici e dipendenti di Polimedica ha denunciato pubblicamente che l’incontro tecnico, previsto per il 3 marzo, non si è mai tenuto. Questa situazione ha provocato l’avvio dei licenziamenti per sette lavoratori, aumentando la tensione tra i dipendenti e l’amministrazione. In risposta, il Comitato ha annunciato un sit-in programmato davanti alla sede dell’ASP di Potenza per il prossimo mese.
Le PEC inviate oggi rappresentano un passo cruciale nel processo di negoziazione. Non si tratta di un gesto formale, ma di un chiaro segnale che le iniziative istituzionali, sindacali e civili stanno crescendo in intensità. L’obiettivo è indurre l’ASP Basilicata a rispettare gli impegni assunti.
La responsabilità ora ricade sulla Prefettura, che deve garantire che gli accordi presi in sede governativa vengano rispettati. È fondamentale evitare che silenzi, rinvii o una mancata convocazione svuotino di significato gli impegni istituzionali. Qualsiasi ulteriore ritardo potrebbe avere conseguenze gravi non solo per i lavoratori coinvolti, ma anche per la fiducia nelle istituzioni locali.

