Taranto, “il fatto non sussiste”: 60enne assolto dalle accuse di violenza sessuale aggravata e minacce

Scritto il 25/03/2026
da Lorenzo Ruggieri

Dopo sette mesi e mezzo trascorsi ai domiciliari, torna in libertà il 60enne della provincia di Taranto accusato di maltrattamenti dall’ex compagna nell’estate del 2025.

Affetta da parkinsonismo, la donna avrebbe riferito agli inquirenti presunti episodi di violenza e abusi sessuali da parte dell’uomo, accusandolo anche di minacce. Fatti che avrebbero azionato il Codice Rosso e in merito ai quali l’imputato avrebbe risposto in sede di interrogatorio di garanzia, reso subito dopo gli arresti domiciliari disposti dalla Procura. Nelle memorie difensive presentate dagli avvocati Alessandro Scapati e Arnaldo Sala, legali dell’uomo, sarebbe emerso come gli unici elementi a sostegno delle accuse sarebbero state le dichiarazioni della donna.

Dichiarazioni che sarebbero risultate in contrasto rispetto a quanto emerso nella consulenza disposta sul telefono del 60enne. L’analisi del cellulare avrebbe documentato i messaggi inviati dalla donna all’imputato dal contenuto sessualmente esplicito anche dopo la fine della relazione. Discrepanze che avrebbero giocato un ruolo chiave davanti al GUP Pompeo Carriere, il quale ha assolto il 60enne “perché il fatto non sussiste” dai reati di violenza sessuale aggravata e minacce, dichiarandone l’immediata liberazione.