Le criticità emerse al tavolo dello Stato Maggiore Difesa sul futuro della assistenza sanitaria integrativa
“Ormai è un mantra che puntualmente si presenta in ogni riunione della Difesa italiana: le risorse a favore del benessere del personale militare sono sempre scarse”, scrive un una nota il SIULM Marina.
“È accaduto anche nella riunione, tenutasi presso lo Stato Maggiore della Difesa, per discutere della copertura della assistenza sanitaria integrativa a favore del personale militare, un tema centrale per il benessere e la tutela di donne e uomini in divisa”, continua il sindacato.
“Nel corso dell’incontro è emerso che Cassa Prevint – Poste, l’attuale gestore del fondo di assistenza sanitaria integrativa a favore del personale militare, avrebbe manifestato l’indisponibilità a proseguire nel rapporto, avendo definito il servizio economicamente passivo”, si legge nella nota.
“Anche se la scadenza è per il prossimo mercoledì 1° aprile, sarà attivata una prima proroga semestrale, già prevista dal contratto, cui potrebbe seguirne una seconda, così gli attuali livelli di copertura sarebbe garantiti fino a marzo dell’anno prossimo. Nel mentre la Difesa dovrebbe indire una nuova gara d’appalto con un capitolato base rivisto in base alle risorse attualmente messe a disposizione per questa esigenza”, sottolinea il SIULM Marina.
“Ma se ciò accadesse, ovvero le risorse non dovessero essere aumentate significativamente con nuovi stanziamenti, inevitabilmente ci sarebbe una significativa riduzione della attuale copertura assicurativa. Tra queste, in particolare, si paventa la possibile esclusione dell’alta diagnostica, servizio fondamentale per la tutela sanitaria del personale militare”, prosegue la nota.
“Nel corso della riunione è emerso che, per mantenere una copertura sanitaria adeguata, sarebbe necessario aggiungere ogni anno almeno 10 milioni di euro ai 20.6 milioni di euro annui stanziati attualmente a tal fine, anche se ad oggi il Governo non ha previsto ulteriori risorse per il rinnovo della polizza. Pertanto il SIULM Marina esprime forte preoccupazione per questa situazione che rischia di incidere direttamente sulla salute e sul benessere del personale militare, soprattutto in un contesto operativo sempre più complesso e ad alta intensità”’ conclude il sindacato.

