Vieste – È stata riesumata questa mattina nel cimitero della cittadina garganica, la salma di Antonia Notarangelo, la donna di 76 anni morta il 31 agosto dello scorso anno mentre, in assenza di ambulanze disponibili, veniva accompagnata in auto dalla figlia verso l’ospedale di San Giovanni Rotondo dopo un improvviso malore; nel pomeriggio è iniziata l’autopsia presso l’istituto di Medicina legale del Policlinico Riuniti di Foggia, affidata al medico legale Liliana Innamorato con l’assistenza del cardiologo Angelo Pio Villani, alla presenza anche dei consulenti di parte. La Procura ha iscritto nel registro degli indagati tre sanitari e la stessa figlia della donna per cooperazione in omicidio colposo, disponendo l’esame autoptico “al fine di determinare le cause del decesso e riscontrare eventuali violazioni di cautele doverose o di regole precauzionali di condotta nell’approccio diagnostico e terapeutico e nell’assistenza al paziente”; sono undici i familiari della 76enne individuati come parti offese nel procedimento. Secondo la ricostruzione dei fatti, già denunciata all’epoca anche dal figlio della vittima in una lettera aperta, la donna avrebbe atteso oltre un’ora al pronto soccorso di Vieste senza che venisse riconosciuta la gravità delle sue condizioni e, non essendoci ambulanze disponibili tra Vieste e Peschici, la figlia decise di trasportarla autonomamente in auto verso l’ospedale Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo, ma il viaggio si interruppe tragicamente dopo pochi chilometri, all’altezza della Baia delle Zagare, dove la 76enne morì tra le braccia della figlia; “dopo l’accertamento delle cause del decesso della signora Antonia, valuteremo il da farsi”, ha dichiarato all’ANSA l’avvocato Michele Rendine del Foro di Foggia, che assiste la figlia insieme alla collega Maddalena Petronelli del Foro di Trani.
Vieste, morta in auto verso l’ospedale: riesumata la salma
Scritto il 17/03/2026
da Antonella D'Avola

