Sicurezza ex Ilva, l’allarme di Luciano Manna sulle cokerie

Scritto il 16/03/2026
da Dante Sebastio

“Passa il santo e passa la festa, ma nell’ex Ilva di Taranto passa il morto e passa pure la protesta”. Con queste parole l’attivista Luciano Manna, del movimento VaeraLeaks, torna a denunciare le condizioni di sicurezza nello stabilimento siderurgico Acciaierie d’Italia.

Secondo quanto riferito dall’attivista, “nella batteria numero 7 delle cokerie gli impianti presentano criticità legate allo stato delle strutture. In particolare, i corrimano presenti nell’area sono deteriorati dalla ruggine e riparati con interventi provvisori. In quella zona vengono effettuati lavori di manutenzione su piani di calpestio situati a circa quindici metri di altezza, in un contesto che vedrebbe la presenza di numerosi lavoratori, compresi quelli delle aziende dell’indotto. Queste condizioni rappresentano un rischio per chi opera nell’area: si deve attendere un nuovo incidente?”.

Nel suo intervento Luciano Manna sostiene inoltre che “tali strutture non sono più idonee all’attività produttiva e devono essere fermate. Gli impianti non garantiscono livelli adeguati di sicurezza nemmeno dopo interventi di manutenzione straordinaria o nell’ambito dei progetti di decarbonizzazione”.

La nota contiene anche una replica alle dichiarazioni di Simone Bettini, presidente di Federmeccanica, che durante un incontro a Taranto ha definito l’ex Ilva “un asset strategico per il Paese”, chiedendosi quale futuro occupazionale potrebbe esserci per i figli dei lavoratori nel caso in cui la fabbrica non esistesse più.

A queste parole Luciano Manna risponde affermando che “molti giovani della provincia di Taranto non considererebbero più lo stabilimento siderurgico come una prospettiva lavorativa. In uno scenario senza l’ex Ilva, i figli dei lavoratori avrebbero almeno la certezza di non vedere i propri familiari esposti ai rischi degli impianti”.

Nel suo intervento finale Luciano Manna ribadisce la posizione critica del movimento VaeraLeaks, definendo l’ex Ilva “una fabbrica che prodce soprattutto malattie e morti, va chiusa”.