Casartigiani Taranto: “La città decresce, servono coraggio e libertà di impresa”

Scritto il 09/03/2026
da Redazione

“Taranto continua a perdere terreno sul piano economico e produttivo”. A lanciare l’allarme è Pierpaolo Carabotta, rappresentante dei Giovani Imprenditori di Casartigiani Taranto, che parla di una crisi senza precedenti per il capoluogo ionico, mentre la provincia nel complesso mostra ancora segnali di resistenza: «Le serrande abbassate non sono solo pezzi di ferro calati – afferma Carabotta -, ma rappresentano tasse che non verranno pagate, posti di lavoro persi e sogni che svaniscono. Alle istituzioni chiediamo più coraggio e più libertà di fare impresa: meno slogan e più concretezza, meno interferenze e più servizi, meno ordinanze punitive e più sicurezza reale sulle strade».

Secondo Casartigiani, uno dei principali problemi è la forte contrapposizione che si è creata all’interno della comunità. Da un lato vi è una componente ambientalista che solleva temi importanti e condivisibili; dall’altro, però, manca una proposta concreta capace di costruire una reale alternativa di sviluppo. Al di là della narrazione su un futuro diverso per la città, non emergono strumenti efficaci per favorire nuova imprenditorialità e crescita economica.

«A Taranto – sottolinea Carabotta -, non esistono vere agevolazioni per i giovani imprenditori, manca una reale libertà d’impresa e soprattutto una visione strategica per il futuro della città». Le imprese, che rappresentano il vero motore economico del territorio, si trovano così a operare in un contesto che spesso non favorisce l’iniziativa imprenditoriale.

«L’attenzione politica resta concentrata quasi esclusivamente sull’Ilva – prosegue -, mentre il resto della città vive un vuoto di progettualità e prospettive. Solo le imprese generano reddito e creano occupazione: senza il tessuto delle piccole attività commerciali e artigiane non può esserci benessere né welfare. Eppure, invece di semplificare e ridurre la burocrazia, l’amministrazione continua a introdurre provvedimenti che finiscono per ostacolare l’attività economica».

Per questo motivo l’associazione teme che, come già accaduto in passato, in vista di eventi importanti come la Settimana Santa e i Giochi del Mediterraneo, le imprese possano subire ulteriori limitazioni. «Si introducono restrizioni per contrastare una movida che, di fatto, a Taranto non esiste quasi più. I problemi legati ai rifiuti o agli schiamazzi non possono essere scaricati sulle imprese, che già sostengono costi elevatissimi, come una TARI tra le più alte d’Italia. Piuttosto, sarebbe necessario rafforzare i controlli sul territorio con un adeguato numero di agenti della polizia locale».

Casartigiani Taranto invita quindi l’amministrazione comunale ad assumersi pienamente le proprie responsabilità nella gestione della città e ad aprire un confronto serio con il mondo produttivo per rilanciare l’economia locale e restituire prospettive concrete a imprese e lavoratori del territorio.

«Non è più tempo di scaricare le colpe sul passato. Taranto ha bisogno di una classe politica più attenta alle soluzioni e meno alla ricerca del consenso. Con queste politiche si rischia di colpire proprio i luoghi di aggregazione frequentati dai giovani, contribuendo allo svuotamento economico e sociale della città», conclude Carabotta.