Il magistrato come un “sacerdote laico”, chiamato ad esercitare la propria funzione con imparzialità, al di sopra di qualsiasi appartenenza ideologica. È questa l’immagine evocata dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, intervenuto a Lecce durante l’incontro sulla riforma della giustizia in corso all’Hotel Tiziano.
“Chi indossa la toga deve essere un vero e proprio sacerdote laico – ha dichiarato –. Quella toga nera deve nascondere tutto quello che c’è sotto, anche le ideologie”.
Nel suo intervento Mantovano ha poi voluto chiarire il senso politico del referendum sulla riforma della giustizia, respingendo le letture che lo trasformano in uno scontro tra schieramenti.
“Questo referendum – ha spiegato – non è un referendum per mandare a casa il governo Meloni. Se una riforma non si fa perché non piace il governo che la propone, allora non si potrà fare più nessuna riforma”.
Il sottosegretario ha inoltre sottolineato come il progetto di modifica dell’ordinamento giudiziario non possa essere letto come un’iniziativa “di destra” o come un attacco alla magistratura.
“Non è un referendum di destra e non è un referendum contro i magistrati. La storia dimostra che su questi temi esiste una condivisione molto più ampia, che supera i confini della maggioranza”.
Mantovano ha poi ripercorso il confronto avvenuto nei mesi scorsi con l’Associazione nazionale magistrati.
“Poco più di un anno fa l’Anm protestava perché sosteneva di non essere soddisfatta del confronto con il ministro della Giustizia. Fu organizzato un incontro per raccogliere le istanze: arrivarono tutti e dieci i componenti della giunta e, una volta seduti al tavolo, dissero che la riforma era inemendabile. Da quel momento il dialogo si è chiuso”.
Guardando infine al futuro, il sottosegretario ha spiegato che, qualora il referendum confermasse la riforma, si aprirebbe una nuova fase di confronto.
“Se il referendum dovesse confermare la modifica – ha concluso – sarà necessario un decreto attuativo. Ci sarà un tavolo nel quale ascolteremo le osservazioni di tutti”.
L’intervento è arrivato durante il dibattito in corso nel capoluogo salentino, uno dei momenti di confronto pubblico organizzati in vista del voto referendario sulla riforma della giustizia.

