Nonostante la convocazione di un tavolo fissato per il 4 marzo alla presenza del Ministro della Salute, le segreterie nazionali di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl hanno proclamato uno sciopero nazionale per il 17 marzo che coinvolgerà i lavoratori della sanità privata e delle Rsa. La mobilitazione riguarda il rinnovo dei contratti di circa 300mila dipendenti.
Secondo le organizzazioni sindacali, non è più rinviabile un confronto concreto con le controparti Aris e Aiop, accusate di subordinare la conclusione delle trattative alla piena copertura economica da parte di Governo e Regioni. I due contratti collettivi nazionali risultano scaduti rispettivamente da otto e tredici anni. I sindacati chiedono al Ministero della Salute e alla Conferenza delle Regioni regole certe sugli accreditamenti, in modo da rendere automatico il rinnovo contrattuale in linea con la sanità pubblica e contrastare il dumping contrattuale.
Viene evidenziato anche il divario retributivo tra pubblico e privato. Per la figura dell’infermiere, spiegano le sigle, la differenza sarebbe di circa 500 euro mensili rispetto ai colleghi del servizio pubblico, con ulteriori incrementi previsti per il triennio 2025-2027 nel comparto statale. Una situazione che, secondo i sindacati, sta determinando una progressiva fuoriuscita di personale e ripercussioni sulla qualità dei servizi offerti ai pazienti e agli anziani ospiti delle Rsa.
Oltre allo sciopero del 17 marzo, è stata annunciata una manifestazione nazionale a Roma il 17 aprile. Parallelamente proseguiranno presidi territoriali e richieste di ispezioni nei luoghi di lavoro.

