Bari – Per la minoranza è un bilancio senza visione e con un sindaco ridotto alla mera “gestione ragioneristica dell’ordinario”. Per la maggioranza, invece, resta un documento “solido, che non aumenta la pressione fiscale e costruito per garantire servizi, investimenti e coesione sociale”: passa il bilancio del Comune di Bari, con 23 voti a favore, 5 contrari e l’immediata eseguibilità. Le entrate tributarie confermano le scelte dei precedenti esercizi. L’IMU mantiene aliquote e detrazioni del 2025. “Noi senza visione? Era impensabile che una città come Bari non fosse dotata di un piano parcheggi e della sosta, la prima attività amministrativa è stata quella ed era il dicembre 2024. Stiamo vivendo un momento eccezionale per risorse ed impegno della macchina amministrativa e tecnica di rispondere”, risponde Vito Leccese, prima dell’approvazione. Ci mette dentro la replica sul Brt, le “città invisibili” di Calvino e la partenza in salita del mandato con la spada di Damocle del possibile scioglimento, con conseguente safety car per alcune delle municipalizzate. Il secondo giorno della prova d’aula – chiusa poco prima delle ore 21 – è quello degli emendamenti e della discussione. Pessimista il centrodestra, a partire dagli interventi di Giuseppe Carrieri e Fabio Romito: “Il Comune è ridotto a bad company della Regione e la Giunta è ancora incompleta”, manda a dire il capogruppo di FdI, Antonio Ciaula.
Bari, passa il bilancio con 23 voti e 5 contrari. FdI: “Comune bad company della Regione”
Scritto il 25/02/2026
da Antonio Bucci

