Roma – La concordia sociale tutela la libertà e favorisce i più deboli. Lo ha detto il Santo Padre ai prefetti italiani riuniti in Vaticano per l’udienza con Prevost che ha ricordato il forte legame tra chiesa e prefettura civile. “Il Prefetto contribuisce a tutelare il presupposto irrinunciabile della libertà e dei diritti dei cittadini” ha sottolineato, Papa Leone nel suo discorso e “quando lo spazio civico è libero da disordini, i poveri trovano più agevolmente accoglienza, gli anziani sperimentano maggiore tranquillità, migliorano i servizi destinati alle famiglie, ai malati e ai giovani, favorendo uno sguardo più fiducioso sul futuro”. Per il Pontefice “l’ordine pubblico non concerne, solo la doverosa lotta alla criminalità chiede anche un impegno tenace contro quelle forme di violenza, falsità e volgarità che feriscono l’organismo sociale. La cura dei rapporti sociali e la costruzione di intese sempre più efficienti tra istituzioni centrali dello Stato, enti locali e cittadini” sono alla base per Il Papa che ha poi messo in evidenza il valore della solidarietà. Un messaggio e un invito che i prefetti hanno accolto positivamente. Infine, un monito sulle nuove frontiere della tecnologia come l’intelligenza artificiale, oggi applicate anche nella pubblica amministrazione. Questi strumenti per il santo Padre vanno attentamente governati
Leone XIV riceve i Prefetti italiani: “Garantire sicurezza e vigilare sull’AI”
Scritto il 16/02/2026
da Francesco Manigrasso

