Squalificato dopo la partita contro la Salernitana, ai microfoni della sala stampa non c’era il tecnico del Casarano Vito Di Bari, bensì il suo vice, che ha presentato così la prossima sfida interna contro la Casertana, valida per l’ottava giornata di ritorno del campionato di Lega Pro. Queste le sue parole:
Il rammarico post Salerno
“Penso che il Casarano abbia fatto per 70 minuti una partita tatticamente perfetta, tenendo il pallino del gioco e portando tanti uomini in fase offensiva. Abbiamo avuto due occasioni clamorose per pareggiare. Rimane la prestazione positiva per 70 minuti, poi il blackout di quattro minuti dei ragazzi ha influito sul risultato e mi dispiace, perché il passivo è stato troppo pesante per quello che abbiamo prodotto. Sicuramente dobbiamo essere più attenti ai dettagli, ma la prestazione è stata positiva contro una squadra costruita per vincere. Dobbiamo ripartire da questo e dalla vittoria contro il Sorrento. Quando domini le partite, inconsciamente la squadra pensa che non ci siano pericoli da affrontare, ma è proprio lì che si creano i maggiori rischi, come è successo a noi. Quando ti difendi con un blocco basso sei più predisposto a non prendere gol; quando invece hai la palla, è tutto più difficile.”
La sfida con la Casertana
“È una squadra ben consolidata nel campionato. È difficile da affrontare perché è complicato farle gol. Cercano di creare densità e togliere le linee di passaggio, ma allo stesso tempo sono bravi a metterti in difficoltà in contropiede. Quarantatré punti sono tanti: è una squadra concreta, ti lascia giocare ma sfrutta ogni singolo errore degli avversari. Noi dobbiamo stare attenti nelle preventive. Nel percorso che stiamo facendo ci sono stati momenti più fortunati e altri meno, ma questo è un campionato duro, dove le squadre sono molto organizzate. Se provassimo a guardare le partite senza vedere la classifica, non riusciremmo a capire chi è primo e chi è ultimo. Questo significa che è un campionato equilibrato.”
Dove si è lavorato in settimana
“Il mister è bravo a trasmettere positività, e credo sia giusto farlo alla luce della prestazione. Abbiamo rafforzato le nostre idee soprattutto con la palla, ma giustamente abbiamo anche rimarcato l’attenzione sul lavoro senza palla e sulla concentrazione, perché a volte prendiamo gol evitabili.Alla squadra, però, non si può dire nulla: ha giocato con personalità, sviluppando un’idea di gioco propositiva. Il calcio, però, a volte premia chi ha un atteggiamento più attendista.”

