Ricerca sul tumore al cervello: nel team c’è una foggiana

Scritto il 12/02/2026
da Antonella D'Avola

Una scoperta che apre nuove prospettive nella lotta contro il glioblastoma, il tumore cerebrale più aggressivo e con prognosi più difficile, arriva dall’Università Statale di Milano grazie al lavoro di un team internazionale tra cui spicca la giovane ricercatrice foggiana Francesca Cianci, co–prima autrice dello studio pubblicato sulla rivista Journal of Experimental & Clinical Cancer Research. La ricerca ha individuato un nuovo meccanismo attraverso cui la metformina, farmaco ampiamente utilizzato per il diabete di tipo 2, esercita un’azione antitumorale selettiva sulle cellule staminali del glioblastoma, quelle responsabili della crescita tumorale, della sua invasività e delle recidive.

Lo studio, firmato da Francesca Cianci, Ivan Verduci e Riccardo Cazzoli con il coordinamento di Michele Mazzanti e la collaborazione di Saverio Minucci, dell’Istituto Europeo di Oncologia, e Tullio Florio, dell’Università di Genova, ha dimostrato che la metformina si lega direttamente a tmCLIC1, la forma di membrana della proteina Chloride Intracellular Channel 1. Questa proteina rappresenta un marcatore di malignità ed è un bersaglio terapeutico altamente selettivo: è fortemente presente nelle cellule staminali del glioblastoma, mentre risulta assente nelle cellule sane.

Attraverso un approccio multidisciplinare che ha combinato biologia molecolare, elettrofisiologia, metabolomica, studi strutturali e modelli animali, i ricercatori hanno evidenziato come il legame tra metformina e tmCLIC1 interferisca con il metabolismo energetico delle cellule tumorali. In particolare, il farmaco agisce sulla fosforilazione ossidativa, ultima fase della respirazione cellulare, attivando un meccanismo che porta alla degradazione della proteina anti-apoptotica MCL-1 e favorendo così la morte selettiva delle cellule tumorali.

I risultati ottenuti nei modelli murini di glioblastoma e negli zebrafish sono particolarmente promettenti: la somministrazione cronica di metformina ha determinato una significativa riduzione della crescita tumorale anche a concentrazioni nanomolari nel cervello, a patto che il farmaco fosse somministrato in maniera costante. “Questi risultati spiegano perché la metformina abbia finora dato esiti contrastanti negli studi clinici sul glioblastoma – spiegano gli autori – Non conta solo la dose, ma soprattutto la modalità di somministrazione e la capacità del farmaco di colpire selettivamente tmCLIC1”.

La scoperta apre così la strada a nuove strategie terapeutiche, sia per il riposizionamento della metformina sia per lo sviluppo di farmaci mirati a tmCLIC1, con l’obiettivo di colpire in modo selettivo le cellule staminali tumorali e ridurre il rischio di recidiva. Un risultato di grande rilevanza internazionale che porta anche la firma di una giovane ricercatrice foggiana, a conferma di come il talento del territorio continui a emergere e a distinguersi nei centri di eccellenza della ricerca biomedica.