Latte e costi in aumento: la Regione Puglia apre il confronto con la filiera

Scritto il 09/02/2026
da Flavio Insalata

Il comparto lattiero-caseario resta una colonna portante dell’agroalimentare pugliese, con una produzione annua che supera le 350mila tonnellate di latte e un sistema industriale sostenuto da prodotti simbolo della tradizione, come la burrata. Un settore che ha generato negli anni ricadute economiche e occupazionali rilevanti, ma che oggi attraversa una fase complessa.

È quanto emerso nel corso del tavolo sul Latte convocato a Bari, al quale hanno partecipato rappresentanti delle associazioni agricole, degli allevatori, del mondo cooperativo e delle sei organizzazioni dei produttori pugliesi. L’incontro ha consentito di fare il punto sullo stato di salute della filiera, segnata da un deciso ribasso dei prezzi riconosciuti agli allevatori e, al tempo stesso, da un incremento dei costi di produzione che pesa soprattutto sulle piccole e medie aziende.

Secondo l’assessore regionale all’Agricoltura Francesco Paolicelli, l’apertura del tavolo arriva in un momento particolarmente delicato per il settore. Gli allevatori chiedono condizioni più equilibrate di remunerazione del latte e del lavoro svolto, soprattutto alla luce di un prezzo alla stalla definito a livello nazionale e non vincolante, che fatica a riflettere le specificità produttive del territorio pugliese.

Da qui la richiesta di riconoscere un differenziale economico che tenga conto dei maggiori costi infrastrutturali e produttivi sostenuti dagli operatori del Sud rispetto ai sistemi del Nord Italia. Nei prossimi giorni, ha annunciato Paolicelli, è previsto un confronto diretto con la parte industriale per avviare un dialogo con i trasformatori.

Parallelamente, l’azione della Regione Puglia punterà sul rafforzamento della promozione dei prodotti caseari Made in Puglia e sull’aggregazione degli operatori agricoli, con l’obiettivo di rendere la filiera più compatta e incisiva nella programmazione delle politiche regionali.