Foggia, Cangelosi: “Qui si chiude un cerchio. Il Foggia ha tutto per salvarsi”

Scritto il 09/02/2026
da Nicolò Turco

Il neo tecnico del Foggia Cangelosi si è presentato ai microfoni della stampa. Queste le sue prime parole:

Ho seguito con attenzione sia il girone C che conosco bene avendoci già allenato. La squadra che avevo osservato e che sto iniziando a conoscere in questi primi giorni mi dà la sensazione di avere le carte in regola per salvarsi. Il mio compito è portare serenità e lavorare passo dopo passo, sistemando gradualmente ciò che non va. Se torniamo a fare punti e con il sostegno del pubblico, sono convinto che l’obiettivo salvezza sia alla nostra portata. A Caserta e a Perugia ho già affrontato situazioni simili: la cosa fondamentale è credere in quello che si fa.

Ripartiamo tutti più o meno allo stesso livello, perché la classifica è corta e nessuno è realmente tagliato fuori. Tutte le squadre possono vincere contro chiunque. Dobbiamo tirare fuori il nostro potenziale, che a mio avviso è buono anche grazie agli investimenti fatti dalla società nel mercato. Per la gara di domani non saranno disponibili Buttaro, D’Amico e Liguori, che al momento non ce la fanno, ma il resto della rosa mi consente comunque di fare scelte adeguate.

Ci aspettano tredici partite: quella di domani non è uno spartiacque definitivo, ma va affrontata come una finale, pensando poi alla successiva. Il gruppo deve lavorare su ogni pallone, perché ogni dettaglio può risultare decisivo. Non sono legato a un sistema di gioco preciso: l’obiettivo è fare meno errori possibile. Ho utilizzato diversi moduli in carriera, ma il tempo a disposizione non è tanto. Con il tempo necessario per conoscerci meglio e con la rosa al completo, questa squadra può esprimersi anche con il 4-3-3.

Al momento non abbiamo affrontato il discorso degli svincolati. Prima voglio capire bene cosa ho a disposizione, poi eventualmente se ne parlerà. Domani servirà la massima attenzione. In passato ho visto una squadra che, pur in difficoltà, ha continuato a fare ciò che sapeva fare, ma senza gestire bene i momenti della partita. A Caserta, ad esempio, dopo aver sofferto e recuperato, non siamo stati capaci di amministrare il risultato.

Ai tifosi posso dire poco: dopo il passaggio alla nuova proprietà hanno già dimostrato tutto il loro attaccamento, presentandosi in novemila allo stadio. Sono sempre stati vicini ai ragazzi e da questa situazione si esce tutti insieme. Non ho dubbi che ce la faremo, conoscendo il valore del sostegno della gente.

Per quanto riguarda Liguori, non credo che lo stop sarà lungo, anche se il dolore persiste. Lo valuteremo giorno per giorno: il ragazzo ha già manifestato la volontà di rientrare il prima possibile. Il mio ritorno qui rappresenta la chiusura di un cerchio iniziato 41 anni fa, quando arrivai da calciatore. In passato ci sono state altre occasioni, ma non si sono concretizzate. Questa volta non potevo dire di no: ho vissuto oltre vent’anni qui, mia moglie è foggiana e anche i miei figli lo sono. Spero di riuscire a raggiungere il traguardo che mi è stato chiesto.

Ho sentito Zeman, che si è detto felice: per lui è stato un momento importante, considerando tutto il percorso che abbiamo condiviso e il fatto che oggi io mi sieda su quella panchina. Il Picerno è una squadra cresciuta, rinforzata e con una propria identità. Verranno qui per giocare, non per difendersi, e hanno elementi in grado di crearci difficoltà.

Sull’FVS confermo l’idea che ho sempre avuto: era chiaro che potessero emergere problemi, perché si aggiunge una pressione ulteriore sull’arbitro. I calciatori hanno comunque delle responsabilità quando protestano per un presunto fallo. A Caserta il direttore di gara non ha visto il tocco di mano e, probabilmente, non lo avrebbe assegnato neppure dopo una revisione. Mi auguro che dalla prossima stagione si possa fare chiarezza e sistemare diversi aspetti, se si vorrà continuare con questa sperimentazione.