TORINO – Una doccia fredda, di quelle che lasciano il segno e fanno tremare le certezze. L’Italia della pallavolo cade a sorpresa contro la Finlandia agli Europei e colleziona la prima, vera grandissima delusione dell’era gestita dal salentino Fefè De Giorgi.
Un ko inaspettato nei numeri, ma purtroppo chiarissimo nella dinamica. Dopo anni di trionfi, bel gioco e una scalata impressionante ai vertici mondiali, il gruppo azzurro si scontra con il peggiore dei nemici: se stesso. Sul parquet si è vista una squadra presuntuosa, a tratti leziosa, che si è specchiata troppo nella propria bellezza. Gli azzurri sono scesi in campo convinti che bastasse la maglia, che il blasone e il peso della storia potessero piegare un’avversaria considerata alla vigilia poco più di un ostacolo di passaggio.
Ma la pallavolo moderna non fa sconti e non concede crediti. La Finlandia ha giocato con il coltello tra i denti, difendendo ogni pallone e punendo ogni singola disattenzione di un’Italia lenta, priva di cattiveria agonistica e incapace di reagire quando l’inerzia del match è cambiata. Al tie-break l’Italia è stata avanti anche di tre punti rispetto ai finlandesi ma quando avrebbe dovuto staccare il biglietto per la semifinale, si è smarrita e peggio si è specchiata su se stessa.
Per De Giorgi è il momento più delicato del suo ciclo: il primo vero esame di maturità dopo la caduta. Ora servono risposte immediate: ritrovare l’umiltà e ricordarsi che per vincere serve sempre sudare su ogni pallone.