Doppia retrocessione, l’epilogo della stagione da incubo di Casillo e De Vitto

Scritto il 12/05/2026
da Antonio Specchio

Era cominciato tutto tra l’entusiasmo della terza promozione consecutiva, la prima in Serie D per una comunità tanto piccola come quella di Candela, e l’euforia per un cambio di proprietà che Foggia attendeva da troppo tempo.
Finisce col triplice fischio che in quel di Cardito sancisce la seconda clamorosa retrocessione in stagione, quella dell’Heraclea. Il ritorno dei granata in Eccellenza, due settimane dopo la retrocessione del Foggia in Serie D, chiude l’annata horror dei due giovani presidenti Gennaro Casillo e Giuseppe De Vitto.
Erano reduci dal triplo salto partito in Prima Categoria, a maggior ragione una storia che ha del clamoroso, un doppio fallimento sportivo inimmaginabile e probabilmente senza precedenti. Eppure le similitudini tra la parabola discendente dell’Heraclea e il disastro del Foggia sono lampanti, non a caso: l’avvio promettente, a novembre (era l’undicesima giornata) la classifica dei candelesi, ambiziosi pur essendo la realtà più piccola dell’intera Serie D, raccontava di un secondo posto che faceva sognare in un campionato senza padroni, 23 punti e -2 dalla Paganese; bene anche il Foggia, vittorioso contro il Giugliano a gennaio all’esordio del duo al timone del club. Poi la caduta nel vuoto: con l’Heraclea nove sconfitte nelle successive undici gare, soli quindici punti in ventiquattro giornate, sole tre vittorie in tutto il girone di ritorno; col Foggia record su record, tutti negativi, a partire dalla peggior serie di k.o. di sempre, ben dieci di fila. In entrambi i casi una lunga agonia, causata dalla mancanza di pazienza ed equilibrio: quattro allenatori in granata, tre in rossonero, sette in una sola stagione, due rose stravolte in corso d’opera, il tutto ottenendo l’effetto contrario di quello sperato, un crollo culminato con la doppia retrocessione. L’1-1 al playout col Nola è fatale all’Heraclea per il peggior piazzamento rispetto ai campani. Dal secondo posto di novembre al quindicesimo posto di maggio. Il Foggia, invece, il playout non lo ha neppure raggiunto, toccando forse il punto più basso della sua storia, fallimenti a parte.
Cronaca di una stagione maledetta, dall’esito clamorosamente negativo, su cui Casillo e De Vitto avranno tanto da imparare. Il loro percorso nel calcio ovviamente continua, per ora, su un doppio binario: l’Heraclea ripartirà dall’Eccellenza Campana, da capire se col duo ancora al timone, il Foggia dalla Serie D, pur sperando in un ripescaggio che salverebbe il professionismo ma non cancellerebbe una stagione da incubo.