La Molfetta Calcio chiude la stagione con una vittoria per 2-0 sul campo del Noicattaro e archivia il campionato con un quinto posto da 50 punti, frutto di un percorso costruito puntando con decisione sui giovani.
Anche nell’ultima giornata, la formazione biancorossa ha confermato la propria linea tecnica schierando ben nove under dal primo minuto, proseguendo in un progetto che soprattutto nel girone di ritorno ha mostrato segnali di crescita importanti.
Al termine della stagione il presidente Saverio Bufi ha espresso soddisfazione per il lavoro svolto dalla squadra, ma ha anche lanciato un messaggio molto chiaro sul futuro del club. “Questa squadra ha fatto più di quanto in molti immaginassero – ha dichiarato Bufi -. Abbiamo chiuso al quinto posto, vinto con un gruppo pieno di giovani dimostrando che una strada esiste”.
Il presidente ha poi voluto riconoscere il lavoro del gruppo e dello staff tecnico: “Oggi il primo dovere è riconoscere il valore di questi ragazzi, dello staff e del lavoro svolto negli ultimi mesi”.
Ma il passaggio più significativo riguarda il futuro della prima squadra e la sostenibilità del progetto sportivo. “Bisogna essere chiari fino in fondo: da solo non continuo – ha affermato il presidente biancorosso -. Non sono più disposto a portare avanti la prima squadra senza una condivisione vera delle responsabilità. Se Molfetta vuole continuare a fare calcio in maniera seria servono presenza, sostegno, programmazione e partecipazione concreta. Il calcio non può vivere sulle spalle di una sola persona”.
Il presidente ha confermato la centralità del settore giovanile nel futuro del club: “È la base da cui ripartire, ma è necessario coinvolgere maggiormente imprenditori, tifosi e istituzioni”.
Tra gli obiettivi indicati, anche la valorizzazione dello stadio come struttura multifunzionale capace di ospitare eventi, spettacoli e iniziative legate al turismo sportivo.
Infine, un appello all’amministrazione comunale: “Sostenga il calcio cittadino non solo dal punto di vista sportivo, ma anche per il suo ruolo sociale all’interno della comunità di Molfetta”.