Giordano: “Serve una strategia permanente sul territorio, con prevenzione, formazione e coordinamento tra gli enti”
Rafforzare i controlli, creare una rete stabile tra istituzioni e parti sociali e portare la cultura della prevenzione anche nelle scuole. È la richiesta avanzata da Pino Giordano, segretario provinciale dell’UGL Matera, intervenendo sul tema della sicurezza nei luoghi di lavoro. Il sindacato richiama i dati INAIL relativi ai primi sette mesi del 2026, con 422 decessi registrati, e chiede che anche nel territorio materano il tema venga affrontato in maniera strutturale.
“Non si può abbassare la guardia”
“I dati diffusi dall’INAIL sugli infortuni sul lavoro nei primi sette mesi del 2026 confermano che sulla sicurezza non è possibile abbassare la guardia. I 422 decessi registrati nel periodo rappresentano un dato che deve richiamare tutti alle proprie responsabilità. Dietro ogni numero c’è una persona, una famiglia, una comunità”.
Giordano sottolinea la varietà del tessuto produttivo della provincia, dove convivono edilizia, agricoltura, industria, logistica, commercio, servizi e lavoro stagionale. “Non possiamo limitarci a intervenire dopo che un incidente è avvenuto. La sicurezza deve essere soprattutto prevenzione”.
Una rete stabile tra enti e parti sociali
Secondo l’UGL, INAIL, INPS, Ispettorato del Lavoro, servizi di prevenzione delle aziende sanitarie, Vigili del Fuoco, Prefettura, Provincia, Comuni, imprese e organizzazioni sindacali dovrebbero operare all’interno di un coordinamento permanente.
Particolare attenzione viene richiesta per i comparti più esposti al rischio e per le situazioni legate a lavoro nero, caporalato e sfruttamento. “Sicurezza e legalità devono viaggiare insieme. Non possiamo pensare di costruire sviluppo sul territorio comprimendo tutele e diritti”.
Il progetto “Sicurezza in cattedra”
Tra le proposte c’è anche il rilancio di “Sicurezza in cattedra”, iniziativa pensata per portare nelle scuole i temi della prevenzione, della salute, della legalità e della dignità del lavoro. “Investire sui giovani significa costruire una cultura della sicurezza che possa accompagnarli nel loro futuro professionale. La prevenzione deve diventare un patrimonio culturale, non soltanto un obbligo previsto dalle norme”.
UGL Matera chiede inoltre una maggiore valorizzazione dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza, attraverso formazione, strumenti adeguati e un coinvolgimento più diretto nella programmazione delle politiche territoriali.
Le richieste dell’UGL
Tra le misure indicate figurano il rafforzamento dei controlli nei comparti maggiormente esposti, un coordinamento provinciale permanente, più formazione per lavoratori e imprese, maggiore contrasto al lavoro irregolare e la creazione di un Osservatorio provinciale sulla salute e sicurezza sul lavoro. “La sicurezza sul lavoro non può essere considerata una voce secondaria delle politiche del lavoro e dello sviluppo. Deve essere una condizione essenziale per qualsiasi progetto di crescita della nostra provincia. Non esiste sviluppo senza sicurezza. Non esiste competitività senza rispetto delle regole. E non può esistere un futuro del lavoro nel quale la prevenzione venga considerata un costo. La vita e la dignità di chi lavora vengono prima di tutto”.