La Sacra Corone Unita esiste ed è attiva si è solo evoluta, ma determinante per contrastarla è stato il lavoro avviato proprio dal procuratore Cataldo Motta. E’ questo il messaggio lanciato dalla Sala degli Specchi della Prefettura di Lecce, dove si è tenuto il convegno “Il contrasto alla criminalità organizzata tra il XX e il XXI secolo”, dedicato proprio al contributo di Cataldo Motta nel contrasto alla criminalità organizzata nel Salento.
L’incontro ha riunito rappresentanti delle istituzioni, magistrati, forze dell’ordine, accademici, avvocati e giornalisti attorno a un tema comune: la capacità delle mafie di trasformarsi. Accanto al tradizionale controllo del territorio, il confronto ha posto l’attenzione sulle infiltrazioni nei circuiti economici e finanziari e sulle alleanze che rendono più complessa l’attività investigativa.
Importante ed incisivo l’intervento per prefetto della provincia di Lecce Natalino Manno, che ha evidenziato come le mafie si siano evolute tanto da lasciare spesso il comando alle donne dei clan. Queste approfittando di una sorta di anonimato sociale, riescono ad operare nell’ombra utilizzando come copertura spesso associazioni benefiche e pro loco.
D’impatto anche l’intervento del Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Alfredo Mantovano, il quale ha ricostruito in modo analitico la storia della Sacra Corona Unita nel Salento
Presente al congresso Cataldo Motta, in onore del quale c’è stata l’ occasione per rileggere la stagione del contrasto alla Sacra Corona Unita e discutere degli strumenti necessari ad affrontare le organizzazioni criminali di oggi.