Solo quattro medici per oltre 600 parti all’anno. È il dato che emergerebbe dal reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale “Santa Caterina Novella” di Galatina. Una situazione che rischia di peggiorare ulteriormente a ottobre, quando uno dei dirigenti andrà in pensione lasciando il reparto con appena tre unità in servizio. La denuncia parte dai sindacati provinciali Cgil ed Fp Cgil.
Una struttura d’eccellenza che, nonostante l’alta produttività e standard elevati, si trova periodicamente a fare i conti con l’ombra della chiusura o della sospensione delle attività. I sindacati hanno inviato una lettera urgente ai vertici della Asl, all’assessore regionale alla Sanità e al sindaco di Galatina per chiedere un incontro immediato.
“Ha una capacità attrattiva così elevata che non può essere né chiuso né sospeso per carenza di personale medico, affermano Tommaso Moscara, segretario generale della Cgil Lecce, e Floriano Polimeno, segretario generale della Fp Cgil Lecce. La Asl ponga rimedio subito e assuma le unità mancanti”.
I numeri, d’altronde, parlano chiaro: subito dopo il “Vito Fazzi” di Lecce, Galatina è il presidio ospedaliero della provincia con il più alto numero di parti annuali. Il reparto conta 22 posti letto e una fitta attività ambulatoriale.
I sindacalisti intravedono una precisa volontà politica dietro queste criticità: “Già dal novembre 2025 era palese la volontà di far agonizzare il punto nascita – dicono Moscara e Polimeno. Una tendenza che sembra rispondere allo smantellamento del Servizio sanitario pubblico a favore della sanità privata”. Insieme al punto nascita, a rischiare lo stop ci sarebbe anche il reparto di Pediatria.