Quella che verrà potrebbe essere una primavera di rincari per i turisti che scelgono il Salento come meta per le vacanze, a partire dalla tassa di soggiorno che in alcune città della provincia potrebbe aumentare. Con l’approvazione della Legge di Bilancio 2026, infatti, i Comuni hanno ottenuto il via libera per innalzare l’imposta di soggiorno fino a un massimo di 7 euro a notte.
Una facoltà che Lecce e Nardò si apprestano a sfruttare per far fronte ai costi di manutenzione urbana. A Lecce si ipotizzano ritocchi compresi tra 50 centesimi e un euro, aggiornando la struttura tariffaria ferma al 2021. Una riflessione analoga sarebbe in corso anche a Nardò, per rivedere quote rimaste invariate da quindici anni. L’obiettivo è rendere esecutive le nuove tariffe entro il 1° maggio, data d’inizio dell’alta stagione.
Ma la vera novità riguarderà la destinazione del gettito. Secondo le disposizioni del Dl Anticipi, i Comuni non incasseranno l’intera somma, ma solo il 70%. La restante parte verrà prelevata dallo Stato per rimpinguare i fondi nazionali destinati all’assistenza di minori e persone con disabilità. Una decisione che fa discutere.