BRINDISI – La Dda di Lecce accelera sull’inchiesta sul presunto traffico illecito di rifiuti tra Brindisi, Bulgaria e Grecia: il gip del tribunale salentino ha disposto il giudizio immediato per sette imputati coinvolti nell’indagine del Noe. La prima udienza è fissata per il 29 giugno davanti al tribunale collegiale di Brindisi.
Al centro dell’inchiesta, coordinata dalla pm Carmen Ruggiero, ci sarebbero presunti smaltimenti e spedizioni verso l’Est Europa di rifiuti speciali classificati come “plastiche miste”, ma che secondo gli investigatori avrebbero contenuto materiali differenti, trattati senza le procedure previste dalla normativa ambientale.
Traffico illecito di rifiuti, i numeri del business
Le accuse contestate, a vario titolo, vanno dall’associazione finalizzata al traffico illecito di rifiuti all’attività organizzata per il traffico illecito, fino a ipotesi di falso ideologico. Nell’inchiesta, che complessivamente conta 25 indagati, il 20 febbraio scorso erano già scattati arresti, sequestri di società, mezzi e un provvedimento per equivalente da 278mila euro.
Il business, sulla carta, appare imponente: lo scorso febbraio, i carabinieri hanno sequestrato per equivalente circa 300 mila euro di profitto illecito, ma anche due società e ben 44 automezzi.
L’inchiesta ruota attorno a Bri Ecologica, azienda della zona industriale di Brindisi, già coinvolta nel maxi incendio che funestò l’area nel novembre 2024.
Ed è proprio in quell’anno che, dopo il sequestro di tre camion di rifiuti, parte l’indagine, poi rimpolpata con intercettazioni e cooperazione internazionale. Gli investigatori, fiutato il presunto inghippo, hanno ricostruito l’illecita filiera, alimentata anche da operatori compiacenti tra terra e mare, tra Italia e, appunto, Grecia e Bulgaria.