La donna avrebbe perseguitato il medico per oltre un anno, accusandolo anche sul web. Disposti divieto di avvicinamento e braccialetto elettronico. Prima udienza il 17 marzo 2027
Dalle contestazioni sulle terapie ricevute alle presunte minacce di morte, fino a una recensione negativa pubblicata online. È la vicenda che vede coinvolta una donna di 53 anni della provincia di Bari, accusata di aver perseguitato e diffamato il ginecologo che l’aveva avuta in cura, perché insoddisfatta dei trattamenti sanitari.
La Procura di Bari ha ottenuto il giudizio immediato nei confronti della donna, che dovrà rispondere dei reati di atti persecutori e diffamazione. Il processo comincerà il 17 marzo 2027 davanti al Tribunale di Bari. Nei confronti dell’imputata era già stata disposta una misura cautelare consistente nel divieto di avvicinamento al professionista, con applicazione del braccialetto elettronico.
I messaggi minacciosi e le accuse al medico
Secondo la ricostruzione dell’accusa, la donna avrebbe cominciato a rivolgere messaggi insistenti e intimidatori al ginecologo nel marzo 2025, proseguendo con i comportamenti contestati nei mesi successivi.
Tra le espressioni riportate negli atti figurerebbero frasi come “finirà steso in una bara come tutti prima o poi”, “se le va male qualcosa sono io” e “non finisce qui, lei mi ha rovinato”. Le contestazioni sarebbero nate dall’insoddisfazione della paziente per l’esito delle cure.
La 53enne avrebbe inoltre accusato il professionista di averle prescritto analisi e prodotti non per effettive necessità terapeutiche, ma per ricavarne un vantaggio economico personale. Si tratta di affermazioni attribuite alla donna e non di comportamenti accertati a carico del medico.
La denuncia dopo oltre un anno di presunte persecuzioni
Il ginecologo, assistito dall’avvocato Ettore Gorini, ha presentato denuncia all’inizio di settembre 2026, riferendo una serie di comportamenti persecutori che sarebbero proseguiti per oltre un anno, fino al giugno precedente.
Secondo quanto denunciato, la situazione avrebbe provocato nel professionista “un perdurante stato d’ansia e di paura”, accompagnato da “un fondato timore per la propria incolumità”. L’accusa di diffamazione riguarda invece una recensione negativa pubblicata sul web nell’agosto 2026, nella quale sarebbero state formulate contestazioni nei confronti del ginecologo.
Braccialetto elettronico e giudizio immediato
Il 29 settembre è stata eseguita nei confronti della donna la misura cautelare del divieto di avvicinamento alla persona offesa, accompagnata dall’applicazione del dispositivo elettronico di controllo. Successivamente, il pubblico ministero Matteo Soave ha chiesto e ottenuto il giudizio immediato, che consente di procedere al processo senza lo svolgimento dell’udienza preliminare.
La prima udienza è fissata per il 17 marzo 2027 davanti al Tribunale di Bari, dove saranno esaminate le accuse di stalking e diffamazione. La responsabilità penale della 53enne dovrà essere accertata nel corso del processo, nel rispetto della presunzione di innocenza.