Allarmi bomba sui voli, caos nei cieli d’Europa

Scritto il 05/11/2026
da Redazione

Almeno 18 aerei coinvolti, sei collegamenti con l’Italia. Scattano le indagini sulle email anonime. Dirottamenti e ritardi, ecco cosa rischiano i passeggeri


Una raffica di allarmi bomba, aerei dirottati, caccia militari in volo e controlli straordinari negli aeroporti. Giovedì 5 novembre il traffico aereo europeo è stato interessato da almeno 18 segnalazioni di presunti ordigni a bordo di voli di linea, sei dei quali in partenza o diretti in Italia.

Le verifiche effettuate finora non hanno confermato la presenza di esplosivi, mentre gli investigatori cercano di individuare gli autori delle minacce e accertare l’eventuale esistenza di un coordinamento internazionale. Le segnalazioni hanno coinvolto numerose compagnie, soprattutto low cost, provocando modifiche alle rotte, atterraggi precauzionali e interventi delle forze di sicurezza.

Sei voli collegati all’Italia, dirottamenti in Francia e Austria

Tra gli episodi più rilevanti figura il volo Wizz Air W46387, decollato da Milano Malpensa e diretto a Varsavia, costretto ad atterrare a Vienna dopo una minaccia ricevuta durante il viaggio.

Un altro dirottamento ha interessato il volo Aer Lingus EI402 da Dublino a Roma Fiumicino, fatto atterrare nella base aerea francese di Évreux, a ovest di Parigi, per consentire le verifiche di sicurezza.

Momenti di particolare attenzione anche per il Finnair AY1761, proveniente da Helsinki e diretto a Fiumicino, atterrato nello scalo romano con la scorta di caccia dell’Aeronautica Militare italiana.

Le altre segnalazioni relative ai collegamenti italiani hanno interessato il Wizz Air W43064 da Milano Malpensa a Bucarest, l’Aegean Airlines A3552 da Salonicco a Malpensa e il Ryanair FR8953 da Porto a Malpensa. Questi ultimi due aerei sono atterrati regolarmente nello scalo lombardo.

Allerta anche in Bulgaria, Repubblica Ceca e Spagna

L’ondata di segnalazioni ha investito diversi altri aeroporti europei. In Bulgaria sono stati coinvolti tre voli Ryanair diretti a Sofia: uno proveniente da Madrid, uno da Copenaghen e un terzo decollato da Londra Stansted, dirottato sull’aeroporto di Plovdiv.

Ulteriori allarmi hanno riguardato il collegamento Finnair Helsinki-Vienna e il volo LOT Varsavia-Bruxelles. Nella Repubblica Ceca le minacce hanno interessato quattro aerei diretti a Praga, operati, secondo quanto riferito dall’Afp, da Ryanair, EasyJet e Sky Express. In Spagna sono stati segnalati controlli su altri tre velivoli atterrati a Madrid.

La sequenza segue gli episodi dei giorni precedenti: martedì 3 novembre una decina di voli era stata interessata da minacce poi risultate infondate, mentre lunedì 2 novembre un collegamento Wizz Air da Londra Luton a Sofia era stato dirottato a Budapest.

Email anonime, indagini anche in Italia

Le autorità italiane stanno preparando le prime informative da trasmettere alle Procure competenti sulle email che annunciavano la presenza di ordigni sugli aerei.

Gli accertamenti sono affidati alla Polizia di frontiera aerea e alla Polizia postale, impegnate a ricostruire l’origine dei messaggi e a verificare possibili collegamenti con le minacce registrate nei giorni scorsi.

Gli investigatori non escludono che le segnalazioni possano essere collegate anche alle email che avevano annunciato ordigni all’interno di circa 280 scuole. Una delle comunicazioni ricevute sarebbe stata firmata dai “combattenti dello Stato Maschile”.

Tra le ipotesi investigative figura quella di un’azione coordinata a livello europeo. Sono stati attivati i canali di cooperazione internazionale per individuare i server attraverso i quali sono transitati i messaggi e risalire agli indirizzi IP utilizzati. Secondo le prime ricostruzioni, alcune comunicazioni sarebbero partite da caselle email compromesse oppure da servizi di posta elettronica orientati alla tutela dell’anonimato, come Proton Mail. Al momento non risultano individuati pubblicamente i responsabili.

Ritardi e cancellazioni, il rischio di un effetto domino

Le conseguenze potrebbero estendersi anche ai collegamenti non direttamente interessati dagli allarmi. A evidenziarlo è RimborsoAlVolo, società specializzata nella tutela dei passeggeri, secondo cui il dirottamento o il fermo prolungato di un aeromobile può compromettere anche i voli successivi programmati con lo stesso mezzo.

Un velivolo effettua normalmente più tratte nell’arco della giornata. Quando viene trattenuto per controlli di sicurezza o dirottato verso un altro aeroporto, la compagnia potrebbe non riuscire a garantire regolarmente i collegamenti successivi, soprattutto in assenza di un aereo sostitutivo.

Rimborsi e assistenza, quali diritti hanno i passeggeri

RimborsoAlVolo precisa che il Regolamento europeo CE 261/2004 tutela i viaggiatori anche in presenza di circostanze eccezionali come gli allarmi bomba.

I passeggeri coinvolti in ritardi, cancellazioni o dirottamenti hanno diritto, quando ricorrono le condizioni previste dal regolamento, all’assistenza della compagnia aerea, che può comprendere pasti, bevande, sistemazione alberghiera, trasferimenti e soluzioni di viaggio alternative.

Diversa è la questione della compensazione pecuniaria fino a 600 euro. Per i voli direttamente interessati da una minaccia bomba, una circostanza straordinaria non imputabile al vettore può escludere l’obbligo di corrispondere l’indennizzo.

Per i voli successivi, coinvolti indirettamente nei disagi, la valutazione dipende invece dalle circostanze concrete. La società sottolinea che potrebbe essere riconosciuta una compensazione in caso di cancellazione o arrivo con oltre tre ore di ritardo, qualora il disservizio risulti imputabile alla compagnia. La sola presenza di un effetto a catena, tuttavia, non determina automaticamente il diritto all’indennizzo.