Ex Ilva, l’annuncio di Flacks: “Siamo ancora in corsa”

Scritto il 03/11/2026
da Redazione

Il gruppo americano conferma l’interesse per l’acquisizione, mentre i sindacati chiedono interventi urgenti al Governo per tutelare occupazione e futuro industriale


Il gruppo americano Flacks ribadisce di essere ancora interessato all’acquisizione. Ad annunciarlo è Michael Flacks, il quale smentisce le indiscrezioni su una presunta uscita del proprio gruppo dalla gara per l’acquisizione dell’ex Ilva.

Flacks: “Pronti a investire nei forni elettrici”

“Contrariamente a quanto riportato da alcuni organi di informazione, il gruppo Flacks è tuttora in corsa nella gara per l’acquisizione dell’ex Ilva”. L’imprenditore conferma la disponibilità a finanziare la trasformazione degli impianti siderurgici attraverso l’introduzione di tecnologie produttive basate sui forni elettrici. “Come abbiamo già comunicato al Governo, siamo pronti a sostenere l’investimento previsto dal nostro ultimo piano industriale per produrre acciaio a Taranto con i forni elettrici. Attendiamo una convocazione dell’esecutivo per discutere la nostra proposta”.

Altiforni, avviato lo spegnimento dei bruciatori

Nel frattempo, la decisione della Cassazione produce i primi effetti operativi sullo stabilimento. La Suprema Corte ha respinto i ricorsi presentati da Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria e Ilva in amministrazione straordinaria, confermando il decreto della Corte d’Appello di Milano che dispone lo stop degli impianti dell’area a caldo.

Il provvedimento era stato adottato in accoglimento dell’azione inibitoria promossa da undici cittadini aderenti all’associazione Genitori Tarantini. Secondo quanto comunicato ai sindacati, la ditta Liz Italia sta provvedendo allo spegnimento dei bruciatori utilizzati per mantenere in preriscaldo i cowpers, gli impianti collegati al funzionamento degli altiforni.

Le operazioni dovrebbero terminare entro la settimana, completando un ulteriore passaggio verso il fermo dell’area a caldo. Novità anche per il reparto laminazione. Il Treno nastri (TNA) è destinato a ripartire e a rimanere in funzione fino al 14 dicembre, quando è previsto un nuovo arresto. Una successiva ripartenza è programmata per gennaio, con un periodo di attività di circa un mese.

I sindacati: “In gioco la dignità di migliaia di lavoratori”

La conferma dello stop ha provocato una nuova presa di posizione di Fim, Fiom, Uilm e Usb di Taranto, che sollecitano il Governo a rispettare gli impegni assunti durante l’incontro a Palazzo Chigi del 27 ottobre. “È in gioco la dignità di migliaia di lavoratori e delle loro famiglie, che da anni vivono sulla propria pelle il peso di una crisi senza precedenti”.

Le organizzazioni sindacali chiedono interventi immediati per i dipendenti dello stabilimento e per l’intera filiera produttiva, compresi appalti e indotto. “È necessario mettere in campo misure straordinarie a sostegno dei lavoratori di AdI in As, Ilva in As e dell’intero comparto dell’appalto e dell’indotto, accelerando al contempo il processo di decarbonizzazione, indispensabile per garantire una prospettiva occupazionale, ambientale e industriale al nostro territorio”.

Decarbonizzazione, i sindacati chiedono l’intervento pubblico

Per le quattro sigle metalmeccaniche, la trasformazione dello stabilimento non può prescindere da un impegno finanziario diretto dello Stato, necessario per realizzare gli investimenti industriali e sostenere il territorio durante la transizione. “L’intervento pubblico rappresenta l’unica soluzione in grado di garantire una vera transizione ecologica e sociale. Il processo di decarbonizzazione necessita di risorse pubbliche certe, a partire dalla realizzazione del Dri, indispensabile per l’installazione dei forni elettrici. Servono inoltre risorse finanziarie per accompagnare il territorio fuori dalla fase emergenziale, evitando il collasso del tessuto produttivo ed economico”.

Accanto agli investimenti negli impianti, i sindacati chiedono misure specifiche per i lavoratori che potrebbero essere coinvolti nei processi di riorganizzazione produttiva. “Nessun lavoratore deve rimanere indietro nel processo di transizione ecologica. Il governo, a partire dalla prossima manovra di bilancio, dovrà prevedere le risorse necessarie a finanziare, attraverso interventi articolati, le uscite anticipate e volontarie, il riconoscimento del lavoro usurante per chi ha operato nel ciclo integrale e adeguate misure di incentivo all’esodo, a tutela di tutti i lavoratori coinvolti”.

Assemblee il 10, 11 e 12 novembre

Fim, Fiom, Uilm e Usb hanno programmato tre giornate di assemblee con i lavoratori, il 10, 11 e 12 novembre, per affrontare gli sviluppi della vertenza.