LATIANO – Prima un accoltellamento, poi una violenta rissa tra due famiglie rivali, con tanto di armi da taglio e colpi di pistola. È la faida, teatro principale via Dante Alighieri, che nel 2025 sconvolse Latiano e che ora si chiude, in primo grado, con cinque condanne, da tre a dieci anni di reclusione.
Il primo episodio risale a marzo dello scorso anno, quando Mattia Macrì fu ferito con un’arma da taglio nei pressi dell’abitazione della famiglia Carrino. Per quell’aggressione, Piero Carrino e suo figlio Antonio sono stati accusati di tentato omicidio.
Tre mesi dopo, nella notte tra il 30 giugno e il primo luglio, la resa dei conti. Secondo la ricostruzione dei carabinieri, tre componenti della famiglia Macrì raggiunsero a bordo di due auto l’abitazione dei Carrino, nella solita via Dante. Ne scaturì una violenta rissa, tra calci, pugni, coltellate e colpi d’arma da fuoco. Ad avere la peggio fu ancora Mattia Macrì, ricoverato in Rianimazione. Altre quattro persone riportarono ferite.
Le indagini dei carabinieri portarono a provvedimenti cautelari nei confronti dei Carrino, padre e figlio, accusati di due tentati omicidi. Tutti e cinque i protagonisti della faida hanno risposto anche di rissa e lesioni.
Ora la sentenza della gup del Tribunale di Brindisi, Gianna Martino, al termine del processo con rito abbreviato: dieci anni e due mesi a Piero Carrino, otto anni e cinque mesi al figlio Antonio. Condannati anche Francesco e Mattia Macrì, entrambi a tre anni e un mese, e Gianmarco Macrì a quattro anni e un mese.
Le motivazioni saranno depositate entro 90 giorni. Le difese potranno quindi valutare il ricorso in appello.