Roma – “Chi manda in onda un programma, chi stampa un giornale, chi pubblica un libro svolge una sola funzione. Investire. Rischiare. Scegliere. Verificare. E rispondere, con il proprio nome, di ciò che si è detto. E’ questo che manca in ogni piattaforma, in ogni algoritmo: la responsabilità editoriale”. È quanto affermato da Antonio Marano, presidente di Confindustria Radio TV, in occasione del suo intervento al convegno Articolo 21: il diritto di sapere che vede per la prima volta assieme radio, tv, giornali e libri.
C’e bisogno dunque di un sistema di regole che valgono per tutti. Soprattutto di fronte al suprematismo tecnologico, ossia a un potere senza controlli nelle mani di pochi operatori privati globali, dove fondamentale è il ruolo dello stato e dell’Unione europea.
Difendere il giornalismo professionale non significa difendere interessi di categoria, ma tutelare un bene collettivo ha spiegato il Ministro Adolfo Urso nel suo intervento. Le istituzioni, devono creare le condizioni, anche economiche, per garantire questo.