CallMat Matera, UGL: “Bene apertura di TIM, ora garanzie per 350 lavoratori”

Scritto il 21/10/2026
da Redazione

Il segretario nazionale Stefano Conti chiede un piano industriale stabile, nuovi volumi di attività e il rientro dalla cassa integrazione. Appello anche alla Regione Basilicata e al Mimit: “Non bastano soluzioni tampone”


La disponibilità di TIM ad assegnare nuove attività a CallMat Matera apre uno spiraglio nella vertenza che coinvolge circa 350 lavoratori, ma non basta ancora a garantire la continuità occupazionale. A sottolinearlo è Stefano Conti, segretario nazionale dell’UGL Telecomunicazioni, che chiede impegni concreti e un progetto industriale capace di assicurare un futuro stabile al sito lucano.

L’apertura della società è arrivata dopo il confronto con il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, e potrebbe contribuire ad attenuare le difficoltà attraversate dal call center. Per il sindacato, tuttavia, resta indispensabile conoscere l’entità e la durata delle nuove commesse, affinché la disponibilità annunciata si trasformi in una soluzione definitiva.

“È un primo passo importante, ma non possiamo considerare conclusa una vertenza che attende ancora risposte definitive. Le lavoratrici e i lavoratori di CallMat non hanno bisogno di soluzioni tampone, ma di certezze sul proprio futuro. Occorre però che tutti si impegnino fattivamente a fare la propria parte, Regione Basilicata e Mimit inclusi”, dichiara Conti.

Nuove commesse e rientro dalla cassa integrazione

Tra le priorità indicate dall’UGL Telecomunicazioni figurano l’assegnazione di volumi di lavoro adeguati, la progressiva ripresa delle attività e la possibilità di favorire il rientro dei dipendenti attualmente interessati dalla cassa integrazione. Il sindacato ritiene necessario superare una gestione della crisi basata su interventi temporanei, che rischierebbero soltanto di rinviare il problema occupazionale.

La richiesta rivolta a TIM è quella di definire una prospettiva industriale credibile per CallMat, accompagnata da garanzie sulla salvaguardia dell’intero organico e da condizioni che consentano al sito di operare con continuità. Un ruolo determinante, secondo l’organizzazione, dovrà essere svolto anche dalle istituzioni, chiamate a seguire l’evoluzione della vertenza e a contribuire alla definizione di una soluzione duratura.

Attesa per i prossimi confronti istituzionali

L’attenzione si concentra ora sul confronto regionale annunciato e sul prossimo tavolo nazionale dedicato al settore dei call center presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy. L’UGL Telecomunicazioni chiede che gli incontri producano impegni verificabili, superando la fase delle dichiarazioni di disponibilità.

La vicenda di Matera viene inoltre indicata come un esempio delle difficoltà che attraversano il comparto delle telecomunicazioni, dove le trasformazioni del mercato e le scelte dei grandi committenti possono incidere direttamente sulla stabilità dei posti di lavoro. Per il sindacato, le riorganizzazioni industriali non devono tradursi in una perdita di tutele per i dipendenti. La salvaguardia occupazionale deve invece diventare parte integrante delle strategie di sviluppo del settore.

Conti: “Tutti i posti di lavoro devono essere salvaguardati”

La posizione dell’UGL resta dunque favorevole alla prosecuzione del confronto con TIM e con le istituzioni, ma subordinata alla definizione di garanzie precise sul futuro del sito materano. “Non chiediamo promesse, ma garanzie. Non vogliamo gestire la crisi mese dopo mese, vogliamo superarla. TIM e le istituzioni devono concorrere a costruire una prospettiva certa per CallMat, perché dietro quei 350 posti di lavoro ci sono professionalità, dignità e famiglie che meritano risposte concrete. Tutti i posti di lavoro devono essere salvaguardati e il sito di Matera deve avere un futuro industriale stabile”, conclude Stefano Conti.