CallMat Matera, spiraglio per 350 lavoratori: TIM pronta a nuove commesse

Scritto il 21/10/2026
da Redazione

I sindacati accolgono positivamente l’intervento del ministro Urso, ma chiedono un piano industriale e garanzie occupazionali definitive. Attesa per il tavolo del 12 novembre al Mimit. La mobilitazione prosegue


Si apre uno spiraglio nella vertenza CallMat di Matera, dove circa 350 lavoratori attendono risposte sul futuro occupazionale. Dopo il confronto con il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, TIM ha manifestato la disponibilità ad assegnare nuovi volumi di attività al sito lucano per i prossimi mesi. Un’apertura accolta favorevolmente dalle organizzazioni sindacali, che avvertono però della necessità di trasformare gli impegni temporanei in una soluzione strutturale.

SLC-CGIL, FISTEL-CISL, FPC-UIL e UGL Telecomunicazioni della Basilicata riconoscono il valore dell’intervento ministeriale, ma ribadiscono che la vertenza non può considerarsi conclusa. L’obiettivo rimane la salvaguardia di tutti i posti di lavoro attraverso un progetto industriale capace di garantire continuità alle attività del call center materano.

TIM apre a nuovi volumi, i sindacati chiedono certezze

La disponibilità manifestata da TIM rappresenta, secondo le organizzazioni sindacali, un primo risultato del confronto istituzionale, utile ad allontanare nell’immediato il rischio dei licenziamenti. I rappresentanti dei lavoratori esprimono apprezzamento per l’iniziativa del ministro Urso e per l’impegno delle istituzioni lucane, a partire dal presidente della Regione Basilicata Vito Bardi e dall’assessore Francesco Cupparo.

Resta tuttavia da chiarire quale sarà l’entità delle nuove attività assegnate a CallMat, per quanto tempo saranno garantite e se risulteranno sufficienti a tutelare l’intero organico. “Siamo fiduciosi che esistano le condizioni per arrivare a una soluzione positiva, ma non confondiamo un’apertura con una vertenza risolta. La disponibilità per i prossimi mesi deve trasformarsi in un progetto industriale credibile, con volumi adeguati e garanzie occupazionali per tutti i circa 350 lavoratori”.

La richiesta è dunque quella di superare la gestione dell’emergenza attraverso accordi temporanei, individuando prospettive produttive capaci di assicurare stabilità al sito.

“Basta proroghe tampone e rinvii”

I sindacati richiamano le difficoltà affrontate dai dipendenti durante i mesi di incertezza, sottolineando le conseguenze della vertenza anche sulle famiglie. Un eventuale incremento delle commesse limitato a pochi mesi, spiegano, potrebbe offrire una risposta immediata senza però risolvere definitivamente le criticità occupazionali.

“Ringraziamo le lavoratrici e i lavoratori per la pazienza, la dignità e la determinazione con cui stanno affrontando mesi di incertezza. È proprio nei loro confronti che tutti i soggetti coinvolti hanno una responsabilità precisa: dare risposte concrete e restituire serenità a tante famiglie. Non sono più accettabili rinvii di mesi, proroghe tampone o soluzioni che si limitino a spostare il problema nel tempo”. Le quattro sigle chiedono inoltre chiarimenti sulle ragioni della riduzione dei volumi di attività destinati a Matera e sulle prospettive future dell’insediamento.

Il 12 novembre nuovo tavolo al Mimit

Il prossimo passaggio della vertenza sarà rappresentato dal confronto regionale e dall’incontro nazionale già fissato per il 12 novembre al Ministero delle Imprese e del Made in Italy. I sindacati si aspettano che gli appuntamenti producano impegni precisi, verificabili e accompagnati da decisioni in grado di garantire la continuità occupazionale.

La disponibilità al dialogo non comporterà, tuttavia, la sospensione della mobilitazione. A ribadirlo sono i segretari regionali delle quattro organizzazioni, Russelli, Piccinni, Letterelli e Giordano, che confermano la volontà di mantenere alta l’attenzione fino alla definizione di una soluzione condivisa. “Le organizzazioni sindacali continueranno a garantire la massima disponibilità al confronto, senza rinunciare alla propria autonomia e alla mobilitazione già avviata. La fiducia nelle istituzioni e nel dialogo non significa abbassare la guardia: significa lavorare per un risultato concreto, mantenendo ferma la difesa dell’occupazione”.

La prospettiva indicata dalle sigle è quella di un rilancio delle attività che superi l’attuale fase di incertezza, evitando ulteriori interventi provvisori. “Non chiediamo promesse, ma garanzie. Non vogliamo gestire l’emergenza mese dopo mese, vogliamo superarla. CallMat deve avere un futuro a Matera e nessuno dei 350 posti di lavoro deve andare perduto”.