Fisioterapista di comunità, UGL: “Servono tutele e riconoscimenti”

Scritto il 16/10/2026
da Redazione

Il sindacato sostiene la proposta di legge per introdurre la nuova figura nel Servizio Sanitario Nazionale. Giuliano chiede formazione, indennità specifiche e percorsi di carriera


Portare la riabilitazione più vicino ai cittadini, rafforzando l’assistenza domiciliare e riducendo la pressione sugli ospedali. È questo uno degli obiettivi della proposta di legge per l’introduzione del fisioterapista di comunità nel Servizio Sanitario Nazionale, accolta favorevolmente dalla UGL Salute, che chiede però garanzie precise sul riconoscimento professionale ed economico della nuova figura.

Per il sindacato, la riforma rappresenta un’opportunità per migliorare l’organizzazione della sanità territoriale, a condizione che sia accompagnata da investimenti nella formazione, criteri trasparenti per l’assegnazione degli incarichi e adeguamenti contrattuali.

Una nuova figura per rafforzare la sanità territoriale

Il fisioterapista di comunità viene individuato come un professionista in grado di favorire il collegamento tra prevenzione, assistenza e riabilitazione, con particolare attenzione ai bisogni delle persone che necessitano di cure continuative.

Il segretario nazionale della UGL Salute, Gianluca Giuliano, sottolinea l’importanza di integrare questa figura nell’organizzazione dei servizi sanitari di prossimità, evitando che l’innovazione resti limitata agli aspetti normativi. “Il fisioterapista di comunità costituisce uno snodo strategico per garantire la continuità tra prevenzione, cura e riabilitazione. Si tratta di un professionista chiave per realizzare una vera sanità di prossimità, capace di migliorare la qualità della vita dei cittadini e alleggerire la pressione sulle strutture ospedaliere. Tuttavia, affinché questa innovazione normativa si traduca in un effettivo efficientamento organizzativo, è indispensabile garantire alla categoria un adeguato riconoscimento dal punto di vista professionale, formativo ed economico”.

Indennità, formazione e progressioni di carriera

Le richieste della UGL Salute riguardano soprattutto le condizioni di lavoro dei fisioterapisti chiamati a operare sul territorio e nelle abitazioni dei pazienti. Il sindacato propone l’introduzione di specifiche indennità per le attività domiciliari, percorsi di alta formazione finanziati dal Servizio Sanitario Nazionale e strumenti di valutazione delle competenze e dei risultati professionali. “Chiediamo con forza che la contrattazione collettiva recepisca le specificità di questo ruolo. Servono meccanismi di conferimento degli incarichi trasparenti e meritocratici, percorsi di aggiornamento professionale continuo e criteri chiari per la progressione di carriera. Tra le misure concrete che proponiamo vi sono l’introduzione nei contratti di specifiche indennità per l’attività territoriale e domiciliare, l’accesso a percorsi di alta formazione finanziati dal SSN e sistemi idonei di valutazione delle performance”.

Il confronto con le istituzioni sulla riforma

La proposta di legge C.1199, presentata alla Camera, è all’esame della Commissione Affari sociali. Il 13 ottobre si è svolta anche un’audizione della Conferenza delle Regioni, a conferma del confronto istituzionale sulla nuova figura professionale. UGL Salute conferma la disponibilità a collaborare con le istituzioni nazionali e le amministrazioni regionali e locali per definire un modello organizzativo che tenga conto delle esigenze dei pazienti e delle condizioni di lavoro degli operatori.

L’attenzione del sindacato resta concentrata soprattutto sull’applicazione concreta della futura normativa e sul riconoscimento delle competenze specialistiche. “Vigileremo con attenzione affinché la figura del fisioterapista di comunità non rimanga un mero enunciato legislativo, ma diventi un’opportunità concreta di crescita per il Servizio Sanitario Nazionale e un giusto riconoscimento per il lavoro svolto da professionisti fondamentali per la salute collettiva”.