Da un lato gli studenti delle scuole superiori, dall’altro gli universitari: due proteste diverse, ma con un unico obiettivo comune, quello di far sentire la propria voce e portare all’attenzione delle istituzioni le esigenze delle nuove generazioni. A Lecce è stata una giornata di mobilitazione che ha visto centinaia di studenti delle scuole superiori scendere in piazza e sfilare in un corteo partito da Porta Napoli e arrivato fino a piazza Sant’Oronzo. Al centro della protesta, la richiesta al Governo nazionale di una maggiore attenzione alle condizioni degli edifici scolastici, sempre più precari e che, a ogni pioggia, rischiano di diventare meno sicuri. Una mobilitazione che ha puntato i riflettori anche sulla contrarietà alla militarizzazione e alle guerre che continuano a interessare diverse aree del mondo.
Una protesta che non ha coinvolto soltanto gli studenti, ma anche docenti e persone che, pur avendo lasciato da anni il mondo della scuola, continuano a sentirsi vicine alle problematiche e alle rivendicazioni delle nuove generazioni.
Esigenze diverse, ma altrettanto urgenti, sono quelle denunciate dagli universitari, che ormai da giorni hanno allestito un presidio davanti al complesso Studium 2000, con un accampamento di tende per protestare contro il caro affitti. Una mobilitazione che si inserisce in una più ampia protesta a livello nazionale e che nei giorni scorsi ha raccolto anche il sostegno del mondo politico, in particolare del Partito Democratico. La protesta proseguirà anche a Roma, dove gli studenti partiranno nella notte insieme alla CGIL per partecipare alla manifestazione che da piazza della Repubblica raggiungerà piazza del Popolo. Un’occasione per dare voce anche alle difficoltà degli universitari, a partire dal costo sempre più elevato degli affitti, e chiedere risposte concrete alle istituzioni.