Ex Ilva, 187 milioni per i lavoratori: bonus da 20mila euro per chi assume

Scritto il 13/10/2026
da Redazione

La ministra Calderone illustra le misure del decreto: integrazione del 70% alla cassa integrazione, sgravi contributivi per due anni e impianti in riscaldo fino al 15 dicembre


Un pacchetto da 187 milioni di euro per sostenere i lavoratori dell’ex Ilva, incentivare nuove assunzioni e accompagnare la crisi siderurgica. È quanto previsto dallo schema di decreto legge approvato dal Consiglio dei ministri e illustrato dalla ministra del Lavoro Marina Elvira Calderone, durante la conferenza stampa del 13 ottobre.

Le disposizioni comprendono un contributo economico per le aziende che assumeranno dipendenti di Acciaierie d’Italia e Ilva in Amministrazione Straordinaria, un’integrazione dell’indennità di cassa integrazione e la possibilità di impiegare i lavoratori in attività di pubblica utilità.

Sul fronte industriale, il provvedimento autorizza inoltre il mantenimento in riscaldo degli impianti dell’area a caldo di Taranto, per scongiurare danni irreversibili durante l’attesa delle decisioni giudiziarie.

Ventimila euro per ogni assunzione, oltre agli sgravi contributivi

Una delle misure principali riguarda le imprese disponibili ad assumere a tempo indeterminato lavoratori provenienti dai gruppi siderurgici in amministrazione straordinaria.

Per i contratti stipulati tra il 1° novembre 2026 e il 31 dicembre 2027, il decreto prevede un esonero contributivo totale per 24 mesi, fino a un massimo di 8mila euro all’anno, accompagnato da un ulteriore contributo di 20mila euro per ciascuna assunzione.

L’obiettivo è favorire il reinserimento occupazionale dei dipendenti coinvolti nella crisi, riducendo il costo del lavoro per le imprese che decideranno di assumerli stabilmente. “Abbiamo predisposto un intervento finanziariamente significativo, che non si esaurirà nell’immediato ma continuerà a produrre effetti anche nel 2027 e negli anni successivi. Il valore complessivo delle misure raggiunge 187 milioni di euro e comprende incentivi per favorire l’assunzione stabile dei lavoratori dell’ex Ilva”.

Per ogni nuova assunzione, dunque, il sostegno potenziale comprende fino a 16mila euro di esoneri contributivi distribuiti in due anni, oltre al contributo aggiuntivo di 20mila euro, secondo le condizioni e i limiti previsti dalla misura.

Cassa integrazione, integrazione del 70% fino a giugno 2027

Un secondo intervento riguarda i dipendenti di Acciaierie d’Italia in Amministrazione Straordinaria che già percepiscono la cassa integrazione straordinaria. Il Governo ha previsto un’integrazione economica dell’indennità, indicata dalla ministra nella misura del 70%, utilizzabile fino al 30 giugno 2027.

Il beneficio si aggiungerà alla cassa integrazione già riconosciuta, secondo modalità e condizioni che dovranno essere definite nell’applicazione del provvedimento. “Per i dipendenti che si trovano in cassa integrazione abbiamo previsto un sostegno aggiuntivo, pari al 70%, che potrà essere riconosciuto fino alla fine di giugno 2027. È una misura che si affianca agli ammortizzatori sociali già in essere, per offrire una maggiore protezione economica durante questa fase particolarmente difficile”.

Il testo prevede tuttavia specifiche condizioni per accedere agli strumenti di sostegno. Tra queste figura anche la possibilità di coinvolgere i beneficiari in lavori di pubblica utilità, attraverso attività che consentano di valorizzarne le competenze professionali durante il periodo di sospensione dall’attività produttiva.

Area a caldo, impianti in riscaldo non oltre il 15 dicembre

Il decreto affronta anche una delle questioni più delicate per il futuro dello stabilimento tarantino: la salvaguardia tecnica degli impianti dell’area a caldo. L’articolo 4 autorizza i commissari straordinari a mantenerli in condizioni di riscaldo per evitare che la fermata provochi deterioramenti irreversibili.

La disposizione sarà applicabile fino alla pubblicazione delle motivazioni della sentenza della Corte di Cassazione relativa all’inibitoria e, comunque, non oltre il 15 dicembre 2026. Si tratta quindi di un limite temporale preciso, che non equivale a un’autorizzazione generalizzata alla ripresa della produzione. “I commissari potranno preservare gli impianti dell’area fusoria mantenendoli in riscaldo, così da impedire che si danneggino definitivamente durante l’attesa del pronunciamento della Cassazione. Questa possibilità avrà comunque una scadenza inderogabile: il 15 dicembre 2026”.

Obbligo di controllare le emissioni anche con gli impianti fermi

La ministra Calderone ha infine sottolineato che il mantenimento in riscaldo non comporterà alcuna sospensione degli obblighi ambientali. Anche in assenza di produzione, dovranno infatti continuare le attività di monitoraggio delle emissioni, secondo quanto previsto dalle disposizioni applicabili.

Il Governo intende così mantenere le condizioni tecniche necessarie a preservare gli impianti senza interrompere i controlli ambientali. La misura si inserisce nel più ampio decreto dedicato all’ex Ilva, che comprende anche interventi per la reindustrializzazione del territorio di Taranto, incentivi ai nuovi investimenti e strumenti per favorire il passaggio dei lavoratori verso altre attività produttive.